Solstizio d’inverno … e quattro!

16.12.2017

Anche per il 2017 l’ora X è arrivata! Dopo qualche tentennamento meteopatico di stagione, iscritti e si va! Per la quarta volta di fila sarà Randonnée del Sostizio d’inverno, 200 km con consueta partenza serale da Arco. Quest’anno ci presentiamo in quattro: il sottoscritto, And-B, And-P e Mass-F. Arriviamo prestino e ne approfittiamo per farci una bella pizza in compagnia, bel prologo di riscaldamento, ci vuole! Fuori è ovviamente freddino, cosa normale per il periodo ma niente di tragico. Subito dopo l’adeguata vestizione multistrato, un’ultima occhiata ai mezzi e ritiriamo la carta gialla dall’innossidabile Fabio il deus et machina dell’evento.

Nella piazza l’atmosfera è di festa, circa duecento pedalatori scalpitano e poco a poco a piccoli gruppi se ne vanno nella notte. Il percorso è sostanzialmente lo stesso del 2016, unica variante prima di Salò per eliminare i tornanti panoramici ma insidiosi perchè sempre in ombra. Foto di gruppo e si parte, uiii… subito allegri: i tre compari pardi smanettano e mi scaldo rapidamente e anche troppo dato che quest’anno ho optato per quattro strati, uno in più dell’anno scorso. Puntiamo a nord, seguiamo la strada secondaria fino e al ponte romano di Ceniga passiamo il Sarca. Alla prima salita mi sfilo, passano i laghi di Cavedine e di Toblino, poi il quartetto si ricompone al controllo ai mercatini di Santa Massenza dopo aver costeggiato il lago. Primo timbro, un tea caldo e via! Si riparte velocemente per non raffreddarsi, incrociamo altri gruppetti, noi quatrro ci lasciamo e ritroviamo ma arriviamo assieme ad Arco per il secondo timbro e un dolcetto offerto. Le prime ore son le uniche in cui si incrociano un po’ di auto, da alcune ci incitano un po’ sorpresi ma da poche altre ci mandano al diavolo… Ora giù a Torbole e il lago di Garda! randAnche quest’anno siamo fortunati: cielo limpido e vista sulle luci della costa opposta, è la magia del Garda che si rinnova! Per un po di km procediamo assieme, poi per andare al mio ritmo e non forzare inutilmente mi sfilo e mi aggrego a chi capita o vado solitario, tanto conta arrivare alla fine divertendosi e il tempo impiegato non ha molta importanza. Faccio qualche chilometro con un simpatico gruppetto con bici gravel che poi lascio per seguire alcuni in bdc leggermente piu’ veloci che poi lascerò andare. Intanto la costa scorre e passano i paesi deserti con tutte le loro decorazioni per il Natale. E’ circa mezzanotte, la temperatura e’ relativamente buona visto orario e periodo dell’anno, in sella si sta bene, nessun problema dovuto al freddo specialmente sul lungolago. Arrivo al McDonal di Peschiera per il controllo e una brevissima sosta, ripartire da qui è sempre poco gradevole per la forte umidita’ e se ci si trattiene troppo al calduccio poi si soffre di piu’. A differenza dell’anno scorso non vedo brina, nel 2016 strade e campi imbiancati e percezione del freddo amplificata dall’umidità. All’interno tra la fauna di ciclistti ritrovo i tre compari che giunti un bel po prima di me scalpitano per ripartire e che quindi invito ad andare tranquilamente che poi ci si rivedrà ad Arco. Dopo una coca e due barrette di cereali vado. Mi aggrego quindi ad un gruppetto che poi perdo, ma con qualcuno costeggio il sud del lago. Il passaggio per Peschiera e Desenzano imbalsamate nel pieno della notte ha sempre il suo fascino, ma nella parte sud del lago quando ci si allontana dalla costa vi sono anche tratti meno gradevoli: quasi 20 km di strade buie, immerse nel nulla o talvolta in qualche anonima urbanizzazione. Ad un certo punto temo di aver saltato l’infocontrollo del km 146 da inserire nella carta gialla di viaggio, la distanza di un distributore da un certo incrocio, ma poi noto il cartello grazie alla presenza di alcuni altri dispersi in loco. Già a Desenzano mi ero accorto che la camera d’aria posteriore aveva perso un po’ di pressione, ora ad ogni piccola asperità dell’asfato sento il cerchio ma avevo tirato avanti; per fortuna il forellino deve essere proprio piccolo se riesco a fare qualche decina di km. Ma arrivato a Salò, davanti ad una vetrina ben illuminata sparo nella gomma un po di CO2, cambio le pile al faro e via! Ritrovo pure qualche altra anima in sella e in compagnia faccio buona parte del percorso mancante. Man mano che si sale a nord il vento aumenta e le gallerie sono un sollievo oltre ad essere spesso illuminate a giorno. Traffico di auto inesistente. IMG_20180129_210408.jpgVa tutto bene e col senno d poi devo dire che pur essendo ogni anno il percorso quasi uguale le diverse vicende e compagnie danno sempre sfumature diverse a questi 200 km. Ultimo controllo con volontari congelati ma sempre gentili, due biscotti e Riva del Garda è presto raggiunta. Ultimi chilometri e faccio ingresso ad Arco! Anche per il 2017 la toppa commemorativa è conquistata! Riprendo i miei fuggitivi e assieme facciamo ritorno…  Alla prossima!

Cristiano

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