Pedavena Gold (no) Race

Dopo la clausura forzata iniziamo finalmente a vivere e pedalare, quasi, normalmente… Un po’ di girelli per fare un po’ di fondo e via… Anche ‘sta volta fatta la traccia, solito tam tam e al via siamo addirittura in sette: rischio assembramento… ma siamo armati di mascherina. Ispirati dalle classiche del nord, quest’anno saltate completamente, ci buttiamo anima e gambe in un bel 200 movimentato tra pianura veneta, Prealpi e Dolomiti bellunesi.

TRACCIA GPS

Appuntamenti alle 6.00 a Mestre e 6.45 a Noale, e si va! Allegre sono pedalata e chiacchierata, zigzagando per strade secondarie sui 30 o giù di lì è presto raggiunta la bella Cittadella in cui entriamo e usciamo attraversando le imponenti mura. Ora drittone in fila indiana verso Bassano del Grappa ma con sosta caffè e brioche!

Tutto ben! Costeggiamo il Brenta, con i suoi terrazzamenti retti da muri a secco in passato utilizzati per la coltivazione del tabacco. Una decina di km dopo Valstagna su passerella passiamo il fiume per raggiungere Cismon del Grappa. Qui sosta di rito all’ottimo panificio locale per spuntino al volo! Ricaricati, subito ci aspetta un classico: la salita selvaggia che porta a Incino e al lago di Corlo! Sempre il top!  Alcuni km dall’asfalto rozzo ma sempre di grande fascino! Scolliniamo e il lago ci attende per la foto di gruppo.

Lasciamo Rocca di Arsiè e ci dirigiamo verso Frassenè, costeggiando il torrente Cismon, e Fonzaso per poi ad Arten svoltare verso Pedavena. Tanto verde intorno e falsopiani pedalabili a buon ritmo, chi più e chi meno, tra piccole frazioni, prati e boschi. A Pedavena breve sosta obbligata alla nota birreria: una birretta, gelato per alcuni, e si riparte.

Ora si sale un po’: puntiamo a Feltre facendo però una variante di una decina di km in senso orario che ci porta a poco più di 500 m slm toccando le frazioni di Pren e Vignui.

Passiamo Feltre e giù veloci fino alla destra Piave in cui meniamo di buona lena fino a Pederobba dove ci fermiamo all’ora giusta per una sosta mangereccia con gambe sotto al tavolo: toast, panini e hamburger. Masticando si pianifica una piccola variante: prima di Cornuda deviazione per località Castelli, che merita sempre, e ultima salitella di giornata ad Asolo. E così sarà! Una volta lasciata Asolo, ancora un’oretta e mezza in gruppo e poi, verso Scorzè, ci si saluta e ci si divide, ognuno verso casa propria.

Bel giro e bella giornata in compagnia!Bravi tutti! …alla prossima!

Solo andata

MCR to LND – Manchester to London. Da qui tutto è cominciato, o quasi. Non è certo una novità, ma unire due città, due luoghi con una lunga pedalata sociale è una semplice quanto bella forma di ri-ciclismo altern-attivo. Si possono organizzare uscite con destinazione finale particolarmente distante che il classico giro ad anello non potrebbe coprire in giornata. Inoltre, è anche possibile allontanare partenza e arrivo zigzagando lungo strade più fascinose e, per dirla alla british, make a short ride long !
E’ il marchio R…a ad aver ideato l’evento MCR to LDN e noi ne abbiamo preso in prestito la formula adattandola ad alcune nostre uscite un po’ bislacche rendendole quasi serie. Nobili sono i principi che hanno animato il noto brand, ovvero raccogliere fondi per una giusta causa; noi più umilmente ci accontentiamo di non utilizzare l’auto ma il più ecologicamente sostenibile e comodo vecchio trenino dello Stato. Per noi è quindi fondamentale che le due località siano collegate da una linea ferroviaria, bike friendly e possibilmente diretta. Andare dal punto A al punto B. Partire, pedalare e arrivare insieme. Al traguardo immaginario si festeggia con una stretta di mano, immortalando il momento con un immancabile selfie a bassa risoluzione. Poi tutti a casa, in treno naturalmente. E qui si vive una sorta di terzo tempo in cui ci si lascia andare ripensando ai momenti e ai chilometri appena passati, dimenticando stanchezza e difficoltà ormai alle spalle, sorridendo delle disavventure di questo o del mal di gambe di quello, sgranocchiando l’ultima barretta, talvolta dormendo pure, eccome…

 

Tre nostre pedalate tra quelle fatte e tra le tante possibili:

 

Mestre – Ferrara

 

 

 

Mestre – Verona

 

 

 

Udine – Trieste

 

 

Alle prossime…

Francesco

Vajont 56°

Con l’autunno torna la voglia di salire in bici sul Vajont. Il ricordo del disastro del 1963, la diga, il monte Toc, il lago e l’ambiente selvaggio circostante sono sempre un forte richiamo. Dopo un po’ di tam tam, sabato 9 siamo al via in cinque, un gruppetto ampiamente collaudato amante dei bei giri in posti interessanti.

Gli appuntamenti sono alle 5,30 a Mestre – Cr, Fran e ABos – in viale San Marco dove ancora c’è la villa che fu sede del direttore della SADE – Società Adriatica di Elettricità che realizzò la diga, e un secondo alle 6 a Mogliano con Mas e ABor. Causa pioggia rinviamo di un’ora e mezza, ma poi si parte! Come in altre occasioni di giro lungo si pedala inizialmentemeno a ritmo tranquillo, si procede in chiacchierata. Così passiamo Treviso, poi prima sosta cappuccino & brioche alla solita buona pasticceria a Ponte della Priula. Appare anche qualche raggio di sole…

A Susegana iniziamo una lunga serie di sali e scendi tra le vigne che scalda per bene gambe e animo. Tocchiamo Refrontolo, Rolle e Tarzo. Fatti 70 km ritorna la pioggia e il cielo molto grigio non dà molta fiducia in un rapido miglioramento. Ma incrociamo le dita…

Pochi secondi di sosta e decidiamo di procedere fino a sella Fadalto dato che sono circa 15 km di leggera salita in cui, anche se un po’ bagnati, ci si scalderà. Decideremo poi se procedere o meno, ma c’è tanta voglia di fare il giro che ci siamo proposti!

Dal Fadalto la situazione meteo a nord appare migliore e raggiungiamo il lago di Santa Croce per rifocillarci con panini con porchetta e formaggio. Pancia piena e morale alto, ancora nubi ma il tempo pare reggere e Longarone è a soli 20 km. Siamo ben decisi: si va!

Costeggiammo il lago di Santa Croce e a Cadola, su pista ciclabile, attraversiamo il Piave oltrepassando Ponte nelle Alpi; ancora qualche km in destra Piave e lasciamo Longarone per Codissago, qui iniziano i 5 km scarsi che ci porteranno, con 300 metri di dislivello, di fronte alla diga. La salita è agevole, oggi scarsamente trafficata e quindi gradevole; quando iniziano le gallerie si è ormai alla fine e si inizia ad intravvedere l’enorme parete di cemento.

Come le volte precedenti, giunti sul piazzale panoramico si è combattuti tra la gioia per l’arrivo alla meta e il pensiero per ciò  che qui avvenne pochi decenni fa e che viene anche ben ricordato dalle tantissime bandierine colorate che ricordano i bimbi morti.

Dopo qualche minuto procediamo verso il lago ma per ragioni di tempo non lo aggiriamo completamente ma seguiamo il fronte della frana che staccandosi dal monte Toc provocò l’innondazione dei paesi circostanti.

Siamo così giunti al giro di boa: ritornando sui nostri passi scendiamo nuovamente verso la valle del Piave ma ora vi rimaniamo seguendo la sinistra idrografica da Codissago a Soverzene, tratto sempre bello con qualche sali e scendi in ambiente selvaggio a due passi dal fiume. Ripassiamo il Piave nei pressi di Ponte nelle Alpi, poi il lago di Santa Croce e veloce discesa dal Fadalto fino a Vittorio Veneto. Sono circa le cinque e una brevissima sosta in una pasticceria di fiducia ci sta. Il più è fatto, e il meglio è ormai alle spalle, siamo soddisfatti del giro e fortunatamente la pioggia non ci ha rovinato i piani. Ora tutto d’un fiato, purtroppo immersi in un notevole traffico, fino a Mogliano Veneto con tutte le luci e lucette accese. Si va sempre sopra i 30 all’ora: anche oggi al ritorno la voglia di casa prevale sui chilometri sul groppone.  I primi saluti sono con Mas e ABor, poi all’arrivati a Mestre anche gli ultimi tre sciolgono le righe giusto in tempo per cena.

Che dire? Giro classico, non eccessivamente lungo, senza salite impegnative ma sempre molto soddisfacente, emozionante e da ripetere in futuro. Gruppo rodato e, modestamente, sempre al top !

TRACCIA GPX

 

Cadore300

TRACCIA GPS

30 marzo, Mogliano ore 6.00, scatta l’ora X: presenti And, Cris, Max, MasB e Fra. Saluti e sorrisi: all’inizio di ogni bel girone in compagnia la gioia si nota! Auto-brevetto, anzi bravetto: bravetto chi lo fa.300 Anche se indipendente-ufficioso-informale-etc etc il Cadore300 è comunque una randopedalata coi fiocchi. Prevediamo di raggiungere e aggirare il lago di Centro Cadore, con alcune belle deviazioni sia lungo l’andata che al ritorno.

1 partenza

Freschetto ma quasi chiaro. Dopo la consegna di carta di viaggio e pacco gara, opera a sorpresa del ragioniere-tracciatore Fra, si parte! Alle 6.25 come da cronoprogramma siamo a Treviso e troviamo AndB e Fort, più o meno recentemente conosciuti via FB e gran pedalatori; carte di viaggio e pacco gara anche per loro e via! Traffico scarso, sempre dritti verso nord. A ritmo moderato, tra i 25 e i 30, si approfitta per far due chiacchiere e conoscersi un po’. Come di consueto a Ponte della Priula primo gustoso autocontrollo: cappuccino e brioche in pasticceria di provata alta qualità! Il prossimo appuntamento è alle 8.45 a Tarzo, qui imbarcheremo un altro nuovo compagno di viaggio con cui abbiamo scambiato qualche info del giro nei giorni precedenti.2 priula Giunti a Susegana, 45 km da casa, finisce la pianura e iniziano i colli del Prosecco: zig zag e sali e scendi a non finire passando per Collalto, Refrontolo e la bella discesa su ampi tornanti delle Mire Basse. Come sempre il paesaggio ondulato di vigne e casolari è appagante per la vista e per il pedalare! Risalendo verso Tarzo, conduco per alcuni chilometri la comitiva ma l’idea di risparmiare energie fa fortunatamente capolino nella mia zucca. Pedalando e chiacchierando arriviamo puntualmente a Tarzo per trovare Bru da Valmareno, ma qui salutiamo And che torna in pianura per raggiunti limiti di tempo. Presentazioni e ultima consegna della carta e del pacco gara. Il Fadalto ci attende! Continuiamo in sette. Il sole è ormai radiante e la giornata si prospetta splendida anche dal punto di vista ciclistico: un gran bel gruppo affiatato e con buone gambe. Arrivare a sella Fadalto sono circa una decina di chilometri di salita pedalabile, pendenza masssima 6 %, su uno stradone in ambiente prealpino, caratterizzato anche dalla presenza dei giganteschi piloni della soprastante autostrada. I compari menano, io proseguo al mio passo e sul Fadalto arrivo due minuti dopo.4 s croce Foto di rito, prima col cartello blu dell’altitudine e poi col lago di Santa Croce e le Dolomiti sullo sfondo. Breve discesa e secondo autocontrollo al km 90 all’az. agr. La Capra. Qui panino con porchetta e coca: meritati! 10 minuti al tavolo conversando su questo ed altri bei in giri e altro.

Risaliti in sella costeggiamo la riva occidentale del lago, la più panoramica e con scarso traffico nonostante sia la principale arteria stradale in zona: come per la strada del Fadalto, la costruzione dell’autostrada tra Vittorio Veneto e Belluno ha relegato queste ampie strade al traffico locale o poco più. Le Dolomiti ora ci stanno di fronte e sempre più vicine!8 dx piave (2)Superata Ponte nelle Alpi passiamo in sinistra Piave per Soverzene e Fortogna, ogni volta una strada piacevole da percorrere con la sua atmosfera a tratti selvaggia e con qualche restringimento e avvallamento. Alcuni di noi imboccano un pezzetto di pista ciclabile asfaltata e tirata a nuovo. Francamente la trovo poco utile visto il traffico scarsssimo incontrato in tanti altri passaggi in loco e pure un po’ in contrasto col paesaggio dell’ampio alveo ghiaioso del Piave con la vegetazione bassa e sparsa mista a conifere che dà la senzazione di trovarsi nel Grande Nord alaskiano o scandinavo. Passata Codissago, da dove parte la strada per il Vajont, torniamo in destra Piave. Sempre compatto il gruppetto arriva a Castellavazzo, dove la ciclabile lungo il Piave, seppur breve, è bella e utile ma al momento chiusa. Non ci resta che la statale Alemagna, stretta e trafficata ma che presto abbandoniamo per iniziare la vecchia Alemagna che oggi congiunge i vari paesi del basso Cadore fino a Perarolo. 9 v ale (2)9 z9.5 fine cavalSono circa 15 km godibili: siamo ormai in ambiente alpino con il Piave che ci accompagna alla nostra destra, andiamo in lievissima salita su strada a traffico scarsissimo e ciò permette anche di socializzare. A Perarolo con qualche tornante inizia la salita per la sempre affascinante strada Cavalera. Prima del sottopassaggio del ponte della SS51 ci ricompattiamo e in una manciata di minuti di ciclabile siamo a Calalzo e Vallesella dove deviamo dalla strada principale per raggiungere il ponte che attraversa il lago di Centro Cadore. Qui sosta obbligata ! 10 sotto strada cad10 z11 lago cadFoto di gruppo e sguardo al paesaggio alpino con ancora molto evidenti le ferite al bosco causate dalla tempesta dello scorso autunno e lago pieno di alberi caduti: impressionante!12.5 lago Per chi pensava che il giro del lago fosse una tranquilla passeggiata in piano… amara delusione dato che dal ponte a Lorenzago ci sono salita seria e tornanti. Anche qui evidentissimi i danni: si pedala su una stradina malandata in alcuni punti letteralmente scavata tra i tronchi distesi di traverso all’asfalto.LAGO Finita la salitaccia, in piazza a Lorenzago rifornimento acqua, due parole e subito giù a capofitto verso Calalzo dove al Road Bar facciamo la doverosa veloce sosta pranzo. Ci saluta Fortunato che per ragioni di tempo prosegue dritto verso casa. Dopo club sandwich, coca e caffè pronti via per la principale fino a Ponte nelle Alpi, traffico più abbondante ma percorso più veloce per arrivare alla deviazione pralpina. Prima di Castellavazzo curiosi di vedere in che condizioni è la breve ciclabile in destra Piave, saltata all’andata, la imbocchiamo ma dopo alcune centinaia di metri appare il disastro: pista franata e decine di alberi caduti che la interrompono.14 cic distrutta Prelp

Torniamo sulla statale e a Ponte nelle Alpi, con oltre 200 km sul groppone, iniziamo la famigereta deviazione prealpina. Passato il Piave giriamo a ovest e iniziamo subito a salire: spettacolo! Per  una decina di km attraversiamo prati, boschi e ampi panorami bucolici: ancora salita ma meritava davvero! I chilometri iniziano a farsi sentire ma la vista è appagata, il morale è sempre alto e le gambe vanno! I tanti chilometri, come pure le tante ore, sono letteralmente volati grazie all’ottima compagnia!

15 prealp17 prelp18Superato Losego picchiata sul lago di Santa Croce, breve salitella a sella Fadalto e successiva discesona per Vittorio Veneto dove ci salutiamo con Bruno che svolta per la sua bella Valmareno. Nonostante il traffico del sabato pomeriggio decidiamo di tirar dritti verso Conegliano, con una ultima deviazione tra le vigne per raggiungere direttamente il centro e proseguire poi per Treviso. Qui Andrea Tiger ci lascia, mentre a Mogliano è Massimo a svoltare verso casa. Giunti a Mestre gli ultimi tre rimasti in sella, il sottoscritto, Francesco e MassimoB chiudono a loro volta l’avventura di giornata.

Cadore300: un itinerario classico con alcune deviazioni nuove per diversi di noi, un signor gruppetto, di vecchi e nuovi amici, affiatato, soddsfatto e contento dall’inizio alla fine! Quindi… alla prossima!

Cristiano

 

 

Cappuccino e brioche

Le passate vacanze natalizie per alcuni di noi hanno significato belle pedalate, tanti chilometri ed altrettanto freddo. Ma per il sottoscritto oggi, domenica 10 gennaio, è la prima uscita del 2019 e c’è quindi la voglia di inaugurare il nuovo anno ciclistico con una bella pedalatina. Visti i vari impegni, dopo la consueta pioggia di messaggini tra pardi si decide per un girello locale che ogni volta si rivela divertente, soprattutto se fatto in buona compagnia: si va a Jesolo. Itinerario classico di 100 km perfetto per una mattinata in sella o una uscita pomeridiana quando le giornate si saranno un po’ allungate.

Ritrovo a Mestre alle 8.15, presenti Andrea, Francesco, Nico ed io; l’instancabile Massimo è un po’ basotto ed opta per una uscita più breve nelle ore più calde. Gradita la presenza di un sole che promette bene.img-20190113-wa0000 Per strade più o meno secondarie a noi ben note attraversiamo Favaro, Zuccarello, San Liberale e Quarto d’Altino. Da qui è possibile proseguire in varie direzioni, ma oggi puntiamo a Ca Tron e Caposile. Le tranquille strade che scorrono sulla campagna di bonifica ci portano alla località di Millepertiche e, passato il ponte di barche di Caposile, lungo la destra Sile. Un bel sole illumina i campi circostanti e riscalda i nostri cuori. Il Sile ha sempre il suo fascino di placido fiume di risorgiva, il più lungo d’Europa per la precisione!  …50 km son andati e Jesolo, Jesolo paese, è raggiunta. Sosta obbligata da Lovat, caffetteria bike friendly per cappuccino, brioche e quattro chiacchiere comodamente seduti. jesolo

TRACCIA GPS

Dopo una ventina di minuti di sosta risaliamo a cavallo iniziando il ritorno praticamente per la stessa strada. La temperatura che alla partenza era vicina allo 0 ormai è arrivata ai 5 / 6 gradi, ma grazie all’adeguato abbigliamento siamo stati sempre bene. Poco prima delle 13 siamo nuovamente a Mestre: scambio di saluti e ognuno a casa propria per il pranzo!

Questo itinerario è una sorta di dorsale che si presta a varie deviazioni, tagli o allunghi: Chiesanuova e San Donà di Piave, o Cortellazzo e Caorle, o verso nord per Silea e Treviso o Roncade. Sempre pianura ma gradevole su strade minori dallo scarso traffico.

Alla prossima!

Cristiano

Mestre – Parigi – Mestre

Già da diverse settimane meditavamo di fare un bel girello montano autunnale ma visto il disastro che si è abbattuto sulle nostre montagne decidiamo, per ora,  di mantenerci a bassa quota ed evitare magari di recare disturbo a macchine operatrici o simili.

1

Costruito il gpx dal pioniere Francesco e dopo l’annuncio social, sabato 3 novembre ci ritroviamo alla partenza io, Andrea, Massimo e il tracciatore. Ritrovo alle 6.30 a Scorzè. Da qui raggiungiamo Montebelluna e Cornuda dove inizia il bello. Procediamo sempre compatti, a buon ritmo ma sempre adeguato per fare anche quattro chiacchiere.

TRACCIA GPS

PARIGI MAPPA

La parte clou del percorso è costituita da due tratti più significativi: il primo è un continuo di strade collinari molto secondarie tra Asolo e Pove del Grappa (circa tra i km 55 – 85 della traccia), qui affrontiamo diversi brevi strappetti più o meno cattivelli. Stradine mai pedalate prima con traffico zero.

Su passerella passiamo il Brenta color terra come non mai e a Cismon del Grappa facciamo uno spuntino randagio e abbondante presso un panificio da tenere a memoria per i futuri giri in zona. Da Cismon inizia il secondo tratto che termina poi a Primolano, e comprende due salite. La prima è per la sempre affascinante strada scavata nella roccia che, passando per la frazione di Incino, porta al lago di Corlo.

468

Proprio sulla riva del lago di Corlo c’è l’albergo Parigi, buon ristorante già collaudato in altre occasioni e che ha ispirato il nome di questo giro e dove non possiamo esimerci da una foto di gruppo… e che gruppo, modestamente! 😉

All-focus10

La seconda salita è quella che porta al picco altimetrico di giornata: i quasi 700 metri della Sella di Val Nevera, km 121 della traccia. Sono quasi 6 km al 6 % impegnativi il giusto su una bella strada, in senso soprattutto estetico e paesaggistico in quanto un po’ scassata, immersa nel bel bosco autunnale multicolore. Anche questa zona è solitaria e selvaggia come piace a noi! Giunti in cima ci buttiamo, prudentemente, per la discesa che però inizia male: causa buca non vista foro la ruota posteriore. Benedetto sia l’inventore delle comodissime bombolette di CO2. Veloce sostituzione della camera d’aria e riprendiamo a scendere puntando a Primolano, con i suoi scaloni sempre belli e divertenti da percorrere.

1112

IMG-20181113-WA0009.jpg

13

Ora tocca alla ciclabile della Valbrenta, fortunatamente intatta anche se in alcuni tratti abbondantemente ricoperta di sabbia e fanghiglia depositate nei giorni precedenti dal Brenta in piena.

1415

Giungiamo un po’ zozzi a fine ciclabile e non possiamo rinunciare a una pizza alla Birreria Cornale! Lo spirito, l’ora e l’appetito son quelli giusti!

17

Sazi e contenti, a panza piena risaliamo in bici verso sud in destra Brenta, passiamo Valstagna e arriviamo a Bassano del Grappa. Decidiamo per il ritorno più diretto verso casa: Rosà, Castelfranco Veneto, Scorzè e oltre.

18

Da Bassano in giù troviamo il traffico del sabato pomeriggio, oggi fortunatamente non eccessivo e senza mezzi pesanti. Sfruttiamo ancora per un po’ la luce naturale ma il sole sta calando. In fila indiana procediamo spediti ma senza esagerare, tra i 30 e i 35 l’ora. Arriva il momento di accendere le luci ma ormai è fatta, pochi chilometri e siamo a Scorzè. Qui le nostre strade si dividono: ognuno a casa propria!

Anche oggi bel giro interessante e soddisfacente e collaudato grande gruppo!

Cristiano

GiroPizza

GiroPizza …un nome un po’ buffo che racchiude una formula ormai collaudata e valida quattro stagioni, tanto per rimanere in tema. Ultima edizione una decina di giorni fa.

simbolo

Con un rapido consulto viene stabilita la data che viene confermata alcuni giorni prima con un messaggio contenente luogo ed orario di ritrovo, generalmente poco dopo le 18 a Mogliano Veneto, paese centrale rispetto ai vari luoghi di residenza. Saluti, due parole e il gruppetto parte, si è quasi sempre tra i tre e i sei pedalatori.

Nei vari giropizza svolti le mete sono state per lo più il Montello e/o Asolo e i  suoi colli, mediamente 120 chilometri. Scegliamo strade il più possibile secondarie all’andata e dopo la sosta pizza le vie principali, ormai prive dell’intenso traffico pendolare. L’andatura è solitamente più dolce nella prima parte, quando prevale la voglia di chiacchierare e osservare le campagne con i colori del tramonto, rispetto al ritorno in cui si fa avanti la voglia di tornare a casa e il pieno di carboidrati fa la sua parte!

versomontello

Obbligatorio per essere brevettati è papparsi circa a metà giro una buona pizza, al trancio o comodamente seduti a seconda dell’orario, del luogo, della stagione etc etc Altrettanto indispensabili buone luci sulla bici e bretelle riflettenti.

pizzatavola

birrafinale

Un brindisi finale di commiato non è indispensabile, ma altamente consigliato e sempre gradito!

Insomma, l’occasione per una pedalata infrasettimanale dopo il lavoro, in buona compagnia e con ritorno a casa ad un orario decente, o quasi.

Alla prossima !!

Cristiano

Estivo 500

Per il lungo di quest’estate siamo io, Max e la strada: circa 550 km di (stra)ordinaria bellezza tra Veneto, Friuli e Slovenia. Venerdì 17 agosto, partenza alle 8 da casa propria ed è già un bel viaggiare.  IMG-20180902-WA0026TRACCIA GPS

Si va verso Conegliano, sella Fadalto e il Cadore dove il Piave è fiume di montagna. A Lorenzago, paese dei papi, iniziamo a salire per il passo della Mauria per poi scollinare in Friul e seguire il Tagliamento, che qui nasce, in discesa fino quasi a Tolmezzo.

3Per strade e salite secondarie e ciclabili nascoste arriviamo a Venzone che comincia a far sera, lasciamo quindi il bel borgo alla ricerca di un punto di ristoro che ci consenta di affrontare la notte senza crisi di fame!

A Resiutta troviamo ciò che cerchiamo e, una volta sazi, come da tabella cominciamo a pedalre sulla ciclabile Alpe Adria quando ormai è già buio. Ciò che la tabella non prevedeva è il temporale che ci obbliga ad una sosta all’interno di una delle tante gallerie della ciclabile ex ferrovia. Sosta tutto sommato opportuna per recuperare un po’ di sonno. IMG-20180907-WA00455All’una siamo di nuovo in corsa nell’oscuirtà della ciclabile verso Pontebba, Tarvisio e Kranjska Gora. Qui arriviamo alle prime luci dell’alba, un po’ più tardi del previsto ma ciò ci consente di salire ai 1600 m del passo Vrsic con il chiaro e poter pedalare sui tornanti in sampietrini ammirando i panorami del parco del Triglav, il monte simbolo della Slovenia. IMG-20180907-WA00406Altra discesa e altro fiume, l’Isonzo o Soca in sloveno, fino alla deviazione per il passo Tanamea che segna il rientro in territorio italiano. La strada da fare è ancora molta. Dopo il paese di Gemona riattraversiamo il Tagliamento e seguiamo le cosiddette strade di Bottecchia che gradualmente ci riportano in pianura. 7Ora iniza il tratto più difficile se vogliamo, fatto di caldo intenso e asfalto bollente di strade piatte, lunghe e senza fine come quelle dei magredi. Ma la testa c’è e per fortuna anche la gamba, quindi tra fontane, coke, pasticcerie e goleador arriviamo a casa, stanchi ma molto soddisfatti, e pensando già alla prossima avventura!

Francesco e Massimo

IMG-20180907-WA0026

Fine settimana dolomitico

Con la famiglia già partita in vacanza alcune settimane prima di me, programmare delle belle uscite in bici è un obbligo! Dopo il fine settimana del 7 e 8 luglio trascorso sulle Prealpi Venete in mtb e con un girello tra Valbrenta e lago di Corlo, per il successivo non può mancare un giro alpino classico!4 pass Arrivo presto a Santa Fosca, dove lascio l’auto, e da qui punto ad Arabba. Ci arrivo dopo un po di sali e scendi ottimi come riscaldamento. Inizio la salita al passo Pordoi, che si rivela regolare: mi piazzo sui 10 km/h e salgo i circa 600 m di dislivello in una oretta. Il traffico fortunatamente è ancora abbastanza contenuto e così procedo tranquillo sulla strada tra i prati osservando le montagne intorno. All-focusIl primo passo è andato! Ora scendo qualche centinaio di metri e via verso il passo Sella, in circa 6 km ci sono, salita agevole tra il 5 e il 9% circa. In cima un po’ più di traffico, ma panorami sempre al top! Qualche soluzione per limitare e ordinare il traffico motorizzato sui passi alpini va sicuramente sperimentata e applicata urgentemente! Discesona fino ai 1900 per poi iniziare il passo Gardena, il meno impegnativo ma secondo me anche il più bello come ambiente e vista. 15 km e sono a La Villa. Sosta birra e hamburger e su per il Valparola. Sarà che è il quarto passo di giornata, saranno le pendenze vicine al 10 % sopratutto sugli ultimi tornanti che percorro a 6 – 7 km/h, sarà che sono una skiappa (!) ma per arrivare fin su fatico un bel po’, però arrivo! All-focusAll-focusAll-focusPoi in falso piano passo il Falzarego e via giù verso Colle Santa Lucia, ultima salitella, e Santa Fosca è nuovamente raggiunta! La giornata in sella è trascorsa nel migliore dei modi: sole, gran bei posti, tante bici e non eccessivo traffico motorizzato.piave

Dopo un meritata pizza e una bella dormita a Santa Fosca, altro giro in programma per domenica: Giau, Cortina, Misurina e ritorno per il Falzarego. Ma al risveglio, il meteo è negativo. Come la sera prima e come previsto piove e il cielo è di un intenso grigiore scuro ben poco promettente: cambio di programma! Dopo numerose consultazioni delle previsioni del tempo, inizate già dalla serata di sabato, opto per un calo di quota in zona limitrofa. In auto mi porto a Longarone e da qui in bici risalgo verso nord. cibianaLa zona è assolata e la temperatura ottima. Salto involontariamente il bel tratto di ciclabile lungo il Piave il cui inizio non è, a mio parere, ben segnalato e poi procedo per la Vecchia Alemagna e la Cavalera. Bella vista sul Piave, traffico vicino allo zero e fascino delle vecchie strade: un tratto piacevole in tutte le stagioni! Giunto a Tai di Cadore mi immetto nella ciclabile delle Dolomiti, sorta sul tracciato della vecchia ferrovia, e attraversando tratti urbani, zone più verdi e piccole gallerie arrivo alla deviazione per Cibiana. Illusoria discesa, salita fino al paese famoso per i murales e poi 6 km per arrivare al passo con qualche breve tratto cattivello a metà. IMG-20180715-WA0004Arrivo al rifugio Remauro giusto all’ora di pranzo e quindi non posso non approfittare! Nonostante sia domenica anche qui traffico scarso, ma i parcheggi di servizio al museo di Messner sul monte Rite sono pieni: sono partito all’ora giusta per evitare le auto. Bella la salita ma migliore, anche come panorami, la veloce discesa verso la Valzoldana.IMG-20180715-WA0009All-focusAvevo in previsione di risalire un po’ la Valzoldana fino a Dont e andare sul passo Duran, ma arrivato al paese decido di lasciare questa salita per un prossimo giro. IMG-20180715-WA0013Ora, quasi sempre in discesa per la stretta e sinuosa strada della Valzoldana ritorno velocemente a Longarone, evitando la lunga galleria poco prima del paese.

Il fine settimana dolomitico si conclude qui, con soddisfazione!

Cristiano

Tra monte Cesen e Praderadego

Sabato 7 luglio, giornata di mtb! Destinazione le sempre splendide Prealpi Venete! L’idea è di aggirare in senso orario il massiccio del Cesen (1570 m slm), passando per la frazione di Valpiana, sita poco sopra Milies, raggiungere il rifugio Posa Puner e successivamente malga Canidi, sopra Praderadego, e ritorno a Pianezze.

TRACCIA GPS

mtb

Alle 8 parcheggio a Pianezze, sopra Valdobbiadene, sistemo la sempre fedele Scapin quasi vintage e via! Alcuni km d’asfalto per scaldare la gamba e al terzo tornante si imbocca lo sterrato in falsopiano nel bosco che porta a Malga Molvine, ruspante ristoro con piccola stalla per pochi bovini, al momento ancora chiusa. La valle del Piave tra Belluno e Feltre e le Dolomiti sono di fronte a noi! Procedo al fresco nel bosco perdendo circa 300 metri di quota arrivando in località Valpiana.

Da qui fino al rifugio Posa Puner non incontro più nessuno! Inizia ora una ripida salita di alcuni km che prima di uscire dal bosco si fa in alcuni brevi tratti troppo accidentata con bianche pietre calcaree che costringono a spingere a piedi la bici. Sono a 12 km dalla partenza, la zona è deserta ma non priva di un certo fascino selvaggio. Arrivato al pascolo oltre gli alberi risalgo il massiccio raggiungendo un piccolo ovile in pietra. Qui la visuale si apre e il panorama verdissimo a 360 gradi appaga della fatica appena fatta! IMG-20180707-WA0013All-focusAll-focusAll’ovile mi immetto su una carrareccia che porta verso una desolata malga Doc. Pedalando poi in un susseguirsi di dolci avvallamenti e ampi zig zag, arrivo all’incrocio di strade forestali tra monte Cesen e monte Garda (al km 20 circa). Qui punto in direzione est verso il rifugio Posa Puner. Nonostante il mio trattorino Scapin del 2001 abbia gommone da 2.35 a cui  ho opportunamente abbassato un po’ la pressione alla partenza, in qualche breve tratto in salita piuttosto sconnesso devo alternare pedalata e spinta a piedi, anche a causa dei pedali doppia funzione un po scassati  e da cambiare che non permettono di ripartire nel modo più efficace… va bè nulla di grave! IMG-20180707-WA0015All-focusAll-focusAll-focusAl Posa Puner, a metà giro, arrivo non proprio casualmente all’ora giusta per IMG-20180707-WA0017un buon pranzetto: canederli, formaggio alla piastra con polenta e doppia birrazza, tanto le parti più impegnative sono ormai alle spalle! Rinfrancato nel fisico e nello spirito dalle vivande e dalla vista su Prealpi e colline subalpine, risalgo in sella. Ancora verso est, la carrabile alterna tratti sterrati scorrevoli a tratti cementati. Si è nel cuore delle Prealpi, appena più a nord della linea spartiacque. Pedalo tra colli erbosi soleggiati e boschi fitti dove l’aria è bella fresca e il fondo umido, talvolta fangoso. Qua e là piccole malghe ancora in funzione o ridotte a ruderi. Questi 20 chilometri, tra andata e ritorno, dal Posa Puner a malga Canidi sono un vero piacere.

All-focus

IMG-20180707-WA0021Giunto a malga Canidi, appena sopra Praderadego, mi guardo un po’ intorno e faccio dietro front. Ripassando per malga Mont, che si trova quasi al centro di questa parte post pranzo, mi fermo per una ultima birretta rinfrescante.All-focusAll-focusRipasso quindi per il Posa Puner e da qui imbocco la strada ghiaiosa che scende a malga Budui, poi su strada asfaltata faccio velocemente ritorno al parcheggio di Pianezze. Non posso non fermami ancora una volta ad ammirare il panorama che va dalle colline asolane ai laghi di Revine e al Cansiglio e fino alla sottostante pianura veneta.

50 chilometri veramente godibili e da rifare, magari con ulteriori varianti o allungando verso il passo san Boldo!