Cappuccino e brioche

Le passate vacanze natalizie per alcuni di noi hanno significato belle pedalate, tanti chilometri ed altrettanto freddo. Ma per il sottoscritto oggi, domenica 10 gennaio, è la prima uscita del 2019 e c’è quindi la voglia di inaugurare il nuovo anno ciclistico con una bella pedalatina. Visti i vari impegni, dopo la consueta pioggia di messaggini tra pardi si decide per un girello locale che ogni volta si rivela divertente, soprattutto se fatto in buona compagnia: si va a Jesolo. Itinerario classico di 100 km perfetto per una mattinata in sella o una uscita pomeridiana quando le giornate si saranno un po’ allungate.

Ritrovo a Mestre alle 8.15, presenti Andrea, Francesco, Nico ed io; l’instancabile Massimo è un po’ basotto ed opta per una uscita più breve nelle ore più calde. Gradita la presenza di un sole che promette bene.img-20190113-wa0000 Per strade più o meno secondarie a noi ben note attraversiamo Favaro, Zuccarello, San Liberale e Quarto d’Altino. Da qui è possibile proseguire in varie direzioni, ma oggi puntiamo a Ca Tron e Caposile. Le tranquille strade che scorrono sulla campagna di bonifica ci portano alla località di Millepertiche e, passato il ponte di barche di Caposile, lungo la destra Sile. Un bel sole illumina i campi circostanti e riscalda i nostri cuori. Il Sile ha sempre il suo fascino di placido fiume di risorgiva, il più lungo d’Europa per la precisione!  …50 km son andati e Jesolo, Jesolo paese, è raggiunta. Sosta obbligata da Lovat, caffetteria bike friendly per cappuccino, brioche e quattro chiacchiere comodamente seduti. jesolo

TRACCIA GPS

Dopo una ventina di minuti di sosta risaliamo a cavallo iniziando il ritorno praticamente per la stessa strada. La temperatura che alla partenza era vicina allo 0 ormai è arrivata ai 5 / 6 gradi, ma grazie all’adeguato abbigliamento siamo stati sempre bene. Poco prima delle 13 siamo nuovamente a Mestre: scambio di saluti e ognuno a casa propria per il pranzo!

Questo itinerario è una sorta di dorsale che si presta a varie deviazioni, tagli o allunghi: Chiesanuova e San Donà di Piave, o Cortellazzo e Caorle, o verso nord per Silea e Treviso o Roncade. Sempre pianura ma gradevole su strade minori dallo scarso traffico.

Alla prossima!

Cristiano

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Mestre – Parigi – Mestre

Già da diverse settimane meditavamo di fare un bel girello montano autunnale ma visto il disastro che si è abbattuto sulle nostre montagne decidiamo, per ora,  di mantenerci a bassa quota ed evitare magari di recare disturbo a macchine operatrici o simili.

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Costruito il gpx dal pioniere Francesco e dopo l’annuncio social, sabato 3 novembre ci ritroviamo alla partenza io, Andrea, Massimo e il tracciatore. Ritrovo alle 6.30 a Scorzè. Da qui raggiungiamo Montebelluna e Cornuda dove inizia il bello. Procediamo sempre compatti, a buon ritmo ma sempre adeguato per fare anche quattro chiacchiere.

TRACCIA GPS

PARIGI MAPPA

La parte clou del percorso è costituita da due tratti più significativi: il primo è un continuo di strade collinari molto secondarie tra Asolo e Pove del Grappa (circa tra i km 55 – 85 della traccia), qui affrontiamo diversi brevi strappetti più o meno cattivelli. Stradine mai pedalate prima con traffico zero.

Su passerella passiamo il Brenta color terra come non mai e a Cismon del Grappa facciamo uno spuntino randagio e abbondante presso un panificio da tenere a memoria per i futuri giri in zona. Da Cismon inizia il secondo tratto che termina poi a Primolano, e comprende due salite. La prima è per la sempre affascinante strada scavata nella roccia che, passando per la frazione di Incino, porta al lago di Corlo.

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Proprio sulla riva del lago di Corlo c’è l’albergo Parigi, buon ristorante già collaudato in altre occasioni e che ha ispirato il nome di questo giro e dove non possiamo esimerci da una foto di gruppo… e che gruppo, modestamente! 😉

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La seconda salita è quella che porta al picco altimetrico di giornata: i quasi 700 metri della Sella di Val Nevera, km 121 della traccia. Sono quasi 6 km al 6 % impegnativi il giusto su una bella strada, in senso soprattutto estetico e paesaggistico in quanto un po’ scassata, immersa nel bel bosco autunnale multicolore. Anche questa zona è solitaria e selvaggia come piace a noi! Giunti in cima ci buttiamo, prudentemente, per la discesa che però inizia male: causa buca non vista foro la ruota posteriore. Benedetto sia l’inventore delle comodissime bombolette di CO2. Veloce sostituzione della camera d’aria e riprendiamo a scendere puntando a Primolano, con i suoi scaloni sempre belli e divertenti da percorrere.

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Ora tocca alla ciclabile della Valbrenta, fortunatamente intatta anche se in alcuni tratti abbondantemente ricoperta di sabbia e fanghiglia depositate nei giorni precedenti dal Brenta in piena.

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Giungiamo un po’ zozzi a fine ciclabile e non possiamo rinunciare a una pizza alla Birreria Cornale! Lo spirito, l’ora e l’appetito son quelli giusti!

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Sazi e contenti, a panza piena risaliamo in bici verso sud in destra Brenta, passiamo Valstagna e arriviamo a Bassano del Grappa. Decidiamo per il ritorno più diretto verso casa: Rosà, Castelfranco Veneto, Scorzè e oltre.

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Da Bassano in giù troviamo il traffico del sabato pomeriggio, oggi fortunatamente non eccessivo e senza mezzi pesanti. Sfruttiamo ancora per un po’ la luce naturale ma il sole sta calando. In fila indiana procediamo spediti ma senza esagerare, tra i 30 e i 35 l’ora. Arriva il momento di accendere le luci ma ormai è fatta, pochi chilometri e siamo a Scorzè. Qui le nostre strade si dividono: ognuno a casa propria!

Anche oggi bel giro interessante e soddisfacente e collaudato grande gruppo!

Cristiano

GiroPizza

GiroPizza …un nome un po’ buffo che racchiude una formula ormai collaudata e valida quattro stagioni, tanto per rimanere in tema. Ultima edizione una decina di giorni fa.

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Con un rapido consulto viene stabilita la data che viene confermata alcuni giorni prima con un messaggio contenente luogo ed orario di ritrovo, generalmente poco dopo le 18 a Mogliano Veneto, paese centrale rispetto ai vari luoghi di residenza. Saluti, due parole e il gruppetto parte, si è quasi sempre tra i tre e i sei pedalatori.

Nei vari giropizza svolti le mete sono state per lo più il Montello e/o Asolo e i  suoi colli, mediamente 120 chilometri. Scegliamo strade il più possibile secondarie all’andata e dopo la sosta pizza le vie principali, ormai prive dell’intenso traffico pendolare. L’andatura è solitamente più dolce nella prima parte, quando prevale la voglia di chiacchierare e osservare le campagne con i colori del tramonto, rispetto al ritorno in cui si fa avanti la voglia di tornare a casa e il pieno di carboidrati fa la sua parte!

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Obbligatorio per essere brevettati è papparsi circa a metà giro una buona pizza, al trancio o comodamente seduti a seconda dell’orario, del luogo, della stagione etc etc Altrettanto indispensabili buone luci sulla bici e bretelle riflettenti.

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Un brindisi finale di commiato non è indispensabile, ma altamente consigliato e sempre gradito!

Insomma, l’occasione per una pedalata infrasettimanale dopo il lavoro, in buona compagnia e con ritorno a casa ad un orario decente, o quasi.

Alla prossima !!

Cristiano

Estivo 500

Per il lungo di quest’estate siamo io, Max e la strada: circa 550 km di (stra)ordinaria bellezza tra Veneto, Friuli e Slovenia. Venerdì 17 agosto, partenza alle 8 da casa propria ed è già un bel viaggiare.  IMG-20180902-WA0026TRACCIA GPS

Si va verso Conegliano, sella Fadalto e il Cadore dove il Piave è fiume di montagna. A Lorenzago, paese dei papi, iniziamo a salire per il passo della Mauria per poi scollinare in Friul e seguire il Tagliamento, che qui nasce, in discesa fino quasi a Tolmezzo.

3Per strade e salite secondarie e ciclabili nascoste arriviamo a Venzone che comincia a far sera, lasciamo quindi il bel borgo alla ricerca di un punto di ristoro che ci consenta di affrontare la notte senza crisi di fame!

A Resiutta troviamo ciò che cerchiamo e, una volta sazi, come da tabella cominciamo a pedalre sulla ciclabile Alpe Adria quando ormai è già buio. Ciò che la tabella non prevedeva è il temporale che ci obbliga ad una sosta all’interno di una delle tante gallerie della ciclabile ex ferrovia. Sosta tutto sommato opportuna per recuperare un po’ di sonno. IMG-20180907-WA00455All’una siamo di nuovo in corsa nell’oscuirtà della ciclabile verso Pontebba, Tarvisio e Kranjska Gora. Qui arriviamo alle prime luci dell’alba, un po’ più tardi del previsto ma ciò ci consente di salire ai 1600 m del passo Vrsic con il chiaro e poter pedalare sui tornanti in sampietrini ammirando i panorami del parco del Triglav, il monte simbolo della Slovenia. IMG-20180907-WA00406Altra discesa e altro fiume, l’Isonzo o Soca in sloveno, fino alla deviazione per il passo Tanamea che segna il rientro in territorio italiano. La strada da fare è ancora molta. Dopo il paese di Gemona riattraversiamo il Tagliamento e seguiamo le cosiddette strade di Bottecchia che gradualmente ci riportano in pianura. 7Ora iniza il tratto più difficile se vogliamo, fatto di caldo intenso e asfalto bollente di strade piatte, lunghe e senza fine come quelle dei magredi. Ma la testa c’è e per fortuna anche la gamba, quindi tra fontane, coke, pasticcerie e goleador arriviamo a casa, stanchi ma molto soddisfatti, e pensando già alla prossima avventura!

Francesco e Massimo

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Fine settimana dolomitico

Con la famiglia già partita in vacanza alcune settimane prima di me, programmare delle belle uscite in bici è un obbligo! Dopo il fine settimana del 7 e 8 luglio trascorso sulle Prealpi Venete in mtb e con un girello tra Valbrenta e lago di Corlo, per il successivo non può mancare un giro alpino classico!4 pass Arrivo presto a Santa Fosca, dove lascio l’auto, e da qui punto ad Arabba. Ci arrivo dopo un po di sali e scendi ottimi come riscaldamento. Inizio la salita al passo Pordoi, che si rivela regolare: mi piazzo sui 10 km/h e salgo i circa 600 m di dislivello in una oretta. Il traffico fortunatamente è ancora abbastanza contenuto e così procedo tranquillo sulla strada tra i prati osservando le montagne intorno. All-focusIl primo passo è andato! Ora scendo qualche centinaio di metri e via verso il passo Sella, in circa 6 km ci sono, salita agevole tra il 5 e il 9% circa. In cima un po’ più di traffico, ma panorami sempre al top! Qualche soluzione per limitare e ordinare il traffico motorizzato sui passi alpini va sicuramente sperimentata e applicata urgentemente! Discesona fino ai 1900 per poi iniziare il passo Gardena, il meno impegnativo ma secondo me anche il più bello come ambiente e vista. 15 km e sono a La Villa. Sosta birra e hamburger e su per il Valparola. Sarà che è il quarto passo di giornata, saranno le pendenze vicine al 10 % sopratutto sugli ultimi tornanti che percorro a 6 – 7 km/h, sarà che sono una skiappa (!) ma per arrivare fin su fatico un bel po’, però arrivo! All-focusAll-focusAll-focusPoi in falso piano passo il Falzarego e via giù verso Colle Santa Lucia, ultima salitella, e Santa Fosca è nuovamente raggiunta! La giornata in sella è trascorsa nel migliore dei modi: sole, gran bei posti, tante bici e non eccessivo traffico motorizzato.piave

Dopo un meritata pizza e una bella dormita a Santa Fosca, altro giro in programma per domenica: Giau, Cortina, Misurina e ritorno per il Falzarego. Ma al risveglio, il meteo è negativo. Come la sera prima e come previsto piove e il cielo è di un intenso grigiore scuro ben poco promettente: cambio di programma! Dopo numerose consultazioni delle previsioni del tempo, inizate già dalla serata di sabato, opto per un calo di quota in zona limitrofa. In auto mi porto a Longarone e da qui in bici risalgo verso nord. cibianaLa zona è assolata e la temperatura ottima. Salto involontariamente il bel tratto di ciclabile lungo il Piave il cui inizio non è, a mio parere, ben segnalato e poi procedo per la Vecchia Alemagna e la Cavalera. Bella vista sul Piave, traffico vicino allo zero e fascino delle vecchie strade: un tratto piacevole in tutte le stagioni! Giunto a Tai di Cadore mi immetto nella ciclabile delle Dolomiti, sorta sul tracciato della vecchia ferrovia, e attraversando tratti urbani, zone più verdi e piccole gallerie arrivo alla deviazione per Cibiana. Illusoria discesa, salita fino al paese famoso per i murales e poi 6 km per arrivare al passo con qualche breve tratto cattivello a metà. IMG-20180715-WA0004Arrivo al rifugio Remauro giusto all’ora di pranzo e quindi non posso non approfittare! Nonostante sia domenica anche qui traffico scarso, ma i parcheggi di servizio al museo di Messner sul monte Rite sono pieni: sono partito all’ora giusta per evitare le auto. Bella la salita ma migliore, anche come panorami, la veloce discesa verso la Valzoldana.IMG-20180715-WA0009All-focusAvevo in previsione di risalire un po’ la Valzoldana fino a Dont e andare sul passo Duran, ma arrivato al paese decido di lasciare questa salita per un prossimo giro. IMG-20180715-WA0013Ora, quasi sempre in discesa per la stretta e sinuosa strada della Valzoldana ritorno velocemente a Longarone, evitando la lunga galleria poco prima del paese.

Il fine settimana dolomitico si conclude qui, con soddisfazione!

Cristiano

Tra monte Cesen e Praderadego

Sabato 7 luglio, giornata di mtb! Destinazione le sempre splendide Prealpi Venete! L’idea è di aggirare in senso orario il massiccio del Cesen (1570 m slm), passando per la frazione di Valpiana, sita poco sopra Milies, raggiungere il rifugio Posa Puner e successivamente malga Canidi, sopra Praderadego, e ritorno a Pianezze.

TRACCIA GPS

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Alle 8 parcheggio a Pianezze, sopra Valdobbiadene, sistemo la sempre fedele Scapin quasi vintage e via! Alcuni km d’asfalto per scaldare la gamba e al terzo tornante si imbocca lo sterrato in falsopiano nel bosco che porta a Malga Molvine, ruspante ristoro con piccola stalla per pochi bovini, al momento ancora chiusa. La valle del Piave tra Belluno e Feltre e le Dolomiti sono di fronte a noi! Procedo al fresco nel bosco perdendo circa 300 metri di quota arrivando in località Valpiana.

Da qui fino al rifugio Posa Puner non incontro più nessuno! Inizia ora una ripida salita di alcuni km che prima di uscire dal bosco si fa in alcuni brevi tratti troppo accidentata con bianche pietre calcaree che costringono a spingere a piedi la bici. Sono a 12 km dalla partenza, la zona è deserta ma non priva di un certo fascino selvaggio. Arrivato al pascolo oltre gli alberi risalgo il massiccio raggiungendo un piccolo ovile in pietra. Qui la visuale si apre e il panorama verdissimo a 360 gradi appaga della fatica appena fatta! IMG-20180707-WA0013All-focusAll-focusAll’ovile mi immetto su una carrareccia che porta verso una desolata malga Doc. Pedalando poi in un susseguirsi di dolci avvallamenti e ampi zig zag, arrivo all’incrocio di strade forestali tra monte Cesen e monte Garda (al km 20 circa). Qui punto in direzione est verso il rifugio Posa Puner. Nonostante il mio trattorino Scapin del 2001 abbia gommone da 2.35 a cui  ho opportunamente abbassato un po’ la pressione alla partenza, in qualche breve tratto in salita piuttosto sconnesso devo alternare pedalata e spinta a piedi, anche a causa dei pedali doppia funzione un po scassati  e da cambiare che non permettono di ripartire nel modo più efficace… va bè nulla di grave! IMG-20180707-WA0015All-focusAll-focusAll-focusAl Posa Puner, a metà giro, arrivo non proprio casualmente all’ora giusta per IMG-20180707-WA0017un buon pranzetto: canederli, formaggio alla piastra con polenta e doppia birrazza, tanto le parti più impegnative sono ormai alle spalle! Rinfrancato nel fisico e nello spirito dalle vivande e dalla vista su Prealpi e colline subalpine, risalgo in sella. Ancora verso est, la carrabile alterna tratti sterrati scorrevoli a tratti cementati. Si è nel cuore delle Prealpi, appena più a nord della linea spartiacque. Pedalo tra colli erbosi soleggiati e boschi fitti dove l’aria è bella fresca e il fondo umido, talvolta fangoso. Qua e là piccole malghe ancora in funzione o ridotte a ruderi. Questi 20 chilometri, tra andata e ritorno, dal Posa Puner a malga Canidi sono un vero piacere.

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IMG-20180707-WA0021Giunto a malga Canidi, appena sopra Praderadego, mi guardo un po’ intorno e faccio dietro front. Ripassando per malga Mont, che si trova quasi al centro di questa parte post pranzo, mi fermo per una ultima birretta rinfrescante.All-focusAll-focusRipasso quindi per il Posa Puner e da qui imbocco la strada ghiaiosa che scende a malga Budui, poi su strada asfaltata faccio velocemente ritorno al parcheggio di Pianezze. Non posso non fermami ancora una volta ad ammirare il panorama che va dalle colline asolane ai laghi di Revine e al Cansiglio e fino alla sottostante pianura veneta.

50 chilometri veramente godibili e da rifare, magari con ulteriori varianti o allungando verso il passo san Boldo!

 

La italo-slovena BRDA – KRAS

Fine aprile, ore 6 stazione di Mestre, un bel gruppetto compatto di sei baldi pedalatori (Cris, Fran, MaxB, MaxF, Nik e And) parte col treno per Udine. Dopo la TLT – Trieste Lubiana Trieste, è in programma un’altra bella spedizione italo slovena. Lasceremo Udine per poi inoltrarci tra le verdissime colline slovene, passare per il Collio (Brda in sloveno) e il Carso (Kras) ed infine arrivare a Trieste. udddSi parte! Puntiamo diretti a Cividale e i primi trentachilometri sono sostanzialmente piatti, poi la musica cambia: come entriamo in Slovenia inizia un interminabile mangia e bevi di sali e scendi con due strappi più lunghi. Le salite le affrontiamo ovviamente ognuno col prorpio passo e quindi procediamo spesso un po’ sgranati per poi ricompattarci. Pedalare in Slovenia è sempre un piacere, sia per le caratteristiche tecniche dei percorsi che per la bellezza del territorio sempre molto verde e con strade secondarie a traffico zero che attraversano paesi gradevoli e ben curati !

TRACCIA GPS

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IMG-20180430-WA0067Come si può immaginare da lunghezza (180 km) e profilo altimetrico (2700 m di dislivello) è un itinerario per gambe e polmoni (e teste) discretamente allenate in quanto il continuo su e giù, pur in assenza di salite importanti, mette duramente alla prova. La giornata è trascorsa nel migliore dei modi e ci siamo concessi anche il lusso di una sosta pizza a metà strada e, ovviamente, una meritata birrona subito dopo l’arrivo a Trieste!

Un giro interessante e altamente consigliato!

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