GiroPizza

GiroPizza …un nome un po’ buffo che racchiude una formula ormai collaudata e valida quattro stagioni, tanto per rimanere in tema. Ultima edizione una decina di giorni fa.

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Con un rapido consulto viene stabilita la data che viene confermata alcuni giorni prima con un messaggio contenente luogo ed orario di ritrovo, generalmente poco dopo le 18 a Mogliano Veneto, paese centrale rispetto ai vari luoghi di residenza. Saluti, due parole e il gruppetto parte, si è quasi sempre tra i tre e i sei pedalatori.

Nei vari giropizza svolti le mete sono state per lo più il Montello e/o Asolo e i  suoi colli, mediamente 120 chilometri. Scegliamo strade il più possibile secondarie all’andata e dopo la sosta pizza le vie principali, ormai prive dell’intenso traffico pendolare. L’andatura è solitamente più dolce nella prima parte, quando prevale la voglia di chiacchierare e osservare le campagne con i colori del tramonto, rispetto al ritorno in cui si fa avanti la voglia di tornare a casa e il pieno di carboidrati fa la sua parte!

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Obbligatorio per essere brevettati è papparsi circa a metà giro una buona pizza, al trancio o comodamente seduti a seconda dell’orario, del luogo, della stagione etc etc Altrettanto indispensabili buone luci sulla bici e bretelle riflettenti.

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Un brindisi finale di commiato non è indispensabile, ma altamente consigliato e sempre gradito!

Insomma, l’occasione per una pedalata infrasettimanale dopo il lavoro, in buona compagnia e con ritorno a casa ad un orario decente, o quasi.

Alla prossima !!

Cristiano

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Estivo 500

Per il lungo di quest’estate siamo io, Max e la strada: circa 550 km di (stra)ordinaria bellezza tra Veneto, Friuli e Slovenia. Venerdì 17 agosto, partenza alle 8 da casa propria ed è già un bel viaggiare.  IMG-20180902-WA0026TRACCIA GPS

Si va verso Conegliano, sella Fadalto e il Cadore dove il Piave è fiume di montagna. A Lorenzago, paese dei papi, iniziamo a salire per il passo della Mauria per poi scollinare in Friul e seguire il Tagliamento, che qui nasce, in discesa fino quasi a Tolmezzo.

3Per strade e salite secondarie e ciclabili nascoste arriviamo a Venzone che comincia a far sera, lasciamo quindi il bel borgo alla ricerca di un punto di ristoro che ci consenta di affrontare la notte senza crisi di fame!

A Resiutta troviamo ciò che cerchiamo e, una volta sazi, come da tabella cominciamo a pedalre sulla ciclabile Alpe Adria quando ormai è già buio. Ciò che la tabella non prevedeva è il temporale che ci obbliga ad una sosta all’interno di una delle tante gallerie della ciclabile ex ferrovia. Sosta tutto sommato opportuna per recuperare un po’ di sonno. IMG-20180907-WA00455All’una siamo di nuovo in corsa nell’oscuirtà della ciclabile verso Pontebba, Tarvisio e Kranjska Gora. Qui arriviamo alle prime luci dell’alba, un po’ più tardi del previsto ma ciò ci consente di salire ai 1600 m del passo Vrsic con il chiaro e poter pedalare sui tornanti in sampietrini ammirando i panorami del parco del Triglav, il monte simbolo della Slovenia. IMG-20180907-WA00406Altra discesa e altro fiume, l’Isonzo o Soca in sloveno, fino alla deviazione per il passo Tanamea che segna il rientro in territorio italiano. La strada da fare è ancora molta. Dopo il paese di Gemona riattraversiamo il Tagliamento e seguiamo le cosiddette strade di Bottecchia che gradualmente ci riportano in pianura. 7Ora iniza il tratto più difficile se vogliamo, fatto di caldo intenso e asfalto bollente di strade piatte, lunghe e senza fine come quelle dei magredi. Ma la testa c’è e per fortuna anche la gamba, quindi tra fontane, coke, pasticcerie e goleador arriviamo a casa, stanchi ma molto soddisfatti, e pensando già alla prossima avventura!

Francesco e Massimo

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Fine settimana dolomitico

Con la famiglia già partita in vacanza alcune settimane prima di me, programmare delle belle uscite in bici è un obbligo! Dopo il fine settimana del 7 e 8 luglio trascorso sulle Prealpi Venete in mtb e con un girello tra Valbrenta e lago di Corlo, per il successivo non può mancare un giro alpino classico!4 pass Arrivo presto a Santa Fosca, dove lascio l’auto, e da qui punto ad Arabba. Ci arrivo dopo un po di sali e scendi ottimi come riscaldamento. Inizio la salita al passo Pordoi, che si rivela regolare: mi piazzo sui 10 km/h e salgo i circa 600 m di dislivello in una oretta. Il traffico fortunatamente è ancora abbastanza contenuto e così procedo tranquillo sulla strada tra i prati osservando le montagne intorno. All-focusIl primo passo è andato! Ora scendo qualche centinaio di metri e via verso il passo Sella, in circa 6 km ci sono, salita agevole tra il 5 e il 9% circa. In cima un po’ più di traffico, ma panorami sempre al top! Qualche soluzione per limitare e ordinare il traffico motorizzato sui passi alpini va sicuramente sperimentata e applicata urgentemente! Discesona fino ai 1900 per poi iniziare il passo Gardena, il meno impegnativo ma secondo me anche il più bello come ambiente e vista. 15 km e sono a La Villa. Sosta birra e hamburger e su per il Valparola. Sarà che è il quarto passo di giornata, saranno le pendenze vicine al 10 % sopratutto sugli ultimi tornanti che percorro a 6 – 7 km/h, sarà che sono una skiappa (!) ma per arrivare fin su fatico un bel po’, però arrivo! All-focusAll-focusAll-focusPoi in falso piano passo il Falzarego e via giù verso Colle Santa Lucia, ultima salitella, e Santa Fosca è nuovamente raggiunta! La giornata in sella è trascorsa nel migliore dei modi: sole, gran bei posti, tante bici e non eccessivo traffico motorizzato.piave

Dopo un meritata pizza e una bella dormita a Santa Fosca, altro giro in programma per domenica: Giau, Cortina, Misurina e ritorno per il Falzarego. Ma al risveglio, il meteo è negativo. Come la sera prima e come previsto piove e il cielo è di un intenso grigiore scuro ben poco promettente: cambio di programma! Dopo numerose consultazioni delle previsioni del tempo, inizate già dalla serata di sabato, opto per un calo di quota in zona limitrofa. In auto mi porto a Longarone e da qui in bici risalgo verso nord. cibianaLa zona è assolata e la temperatura ottima. Salto involontariamente il bel tratto di ciclabile lungo il Piave il cui inizio non è, a mio parere, ben segnalato e poi procedo per la Vecchia Alemagna e la Cavalera. Bella vista sul Piave, traffico vicino allo zero e fascino delle vecchie strade: un tratto piacevole in tutte le stagioni! Giunto a Tai di Cadore mi immetto nella ciclabile delle Dolomiti, sorta sul tracciato della vecchia ferrovia, e attraversando tratti urbani, zone più verdi e piccole gallerie arrivo alla deviazione per Cibiana. Illusoria discesa, salita fino al paese famoso per i murales e poi 6 km per arrivare al passo con qualche breve tratto cattivello a metà. IMG-20180715-WA0004Arrivo al rifugio Remauro giusto all’ora di pranzo e quindi non posso non approfittare! Nonostante sia domenica anche qui traffico scarso, ma i parcheggi di servizio al museo di Messner sul monte Rite sono pieni: sono partito all’ora giusta per evitare le auto. Bella la salita ma migliore, anche come panorami, la veloce discesa verso la Valzoldana.IMG-20180715-WA0009All-focusAvevo in previsione di risalire un po’ la Valzoldana fino a Dont e andare sul passo Duran, ma arrivato al paese decido di lasciare questa salita per un prossimo giro. IMG-20180715-WA0013Ora, quasi sempre in discesa per la stretta e sinuosa strada della Valzoldana ritorno velocemente a Longarone, evitando la lunga galleria poco prima del paese.

Il fine settimana dolomitico si conclude qui, con soddisfazione!

Cristiano

Tra monte Cesen e Praderadego

Sabato 7 luglio, giornata di mtb! Destinazione le sempre splendide Prealpi Venete! L’idea è di aggirare in senso orario il massiccio del Cesen (1570 m slm), passando per la frazione di Valpiana, sita poco sopra Milies, raggiungere il rifugio Posa Puner e successivamente malga Canidi, sopra Praderadego, e ritorno a Pianezze.

TRACCIA GPS

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Alle 8 parcheggio a Pianezze, sopra Valdobbiadene, sistemo la sempre fedele Scapin quasi vintage e via! Alcuni km d’asfalto per scaldare la gamba e al terzo tornante si imbocca lo sterrato in falsopiano nel bosco che porta a Malga Molvine, ruspante ristoro con piccola stalla per pochi bovini, al momento ancora chiusa. La valle del Piave tra Belluno e Feltre e le Dolomiti sono di fronte a noi! Procedo al fresco nel bosco perdendo circa 300 metri di quota arrivando in località Valpiana.

Da qui fino al rifugio Posa Puner non incontro più nessuno! Inizia ora una ripida salita di alcuni km che prima di uscire dal bosco si fa in alcuni brevi tratti troppo accidentata con bianche pietre calcaree che costringono a spingere a piedi la bici. Sono a 12 km dalla partenza, la zona è deserta ma non priva di un certo fascino selvaggio. Arrivato al pascolo oltre gli alberi risalgo il massiccio raggiungendo un piccolo ovile in pietra. Qui la visuale si apre e il panorama verdissimo a 360 gradi appaga della fatica appena fatta! IMG-20180707-WA0013All-focusAll-focusAll’ovile mi immetto su una carrareccia che porta verso una desolata malga Doc. Pedalando poi in un susseguirsi di dolci avvallamenti e ampi zig zag, arrivo all’incrocio di strade forestali tra monte Cesen e monte Garda (al km 20 circa). Qui punto in direzione est verso il rifugio Posa Puner. Nonostante il mio trattorino Scapin del 2001 abbia gommone da 2.35 a cui  ho opportunamente abbassato un po’ la pressione alla partenza, in qualche breve tratto in salita piuttosto sconnesso devo alternare pedalata e spinta a piedi, anche a causa dei pedali doppia funzione un po scassati  e da cambiare che non permettono di ripartire nel modo più efficace… va bè nulla di grave! IMG-20180707-WA0015All-focusAll-focusAll-focusAl Posa Puner, a metà giro, arrivo non proprio casualmente all’ora giusta per IMG-20180707-WA0017un buon pranzetto: canederli, formaggio alla piastra con polenta e doppia birrazza, tanto le parti più impegnative sono ormai alle spalle! Rinfrancato nel fisico e nello spirito dalle vivande e dalla vista su Prealpi e colline subalpine, risalgo in sella. Ancora verso est, la carrabile alterna tratti sterrati scorrevoli a tratti cementati. Si è nel cuore delle Prealpi, appena più a nord della linea spartiacque. Pedalo tra colli erbosi soleggiati e boschi fitti dove l’aria è bella fresca e il fondo umido, talvolta fangoso. Qua e là piccole malghe ancora in funzione o ridotte a ruderi. Questi 20 chilometri, tra andata e ritorno, dal Posa Puner a malga Canidi sono un vero piacere.

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IMG-20180707-WA0021Giunto a malga Canidi, appena sopra Praderadego, mi guardo un po’ intorno e faccio dietro front. Ripassando per malga Mont, che si trova quasi al centro di questa parte post pranzo, mi fermo per una ultima birretta rinfrescante.All-focusAll-focusRipasso quindi per il Posa Puner e da qui imbocco la strada ghiaiosa che scende a malga Budui, poi su strada asfaltata faccio velocemente ritorno al parcheggio di Pianezze. Non posso non fermami ancora una volta ad ammirare il panorama che va dalle colline asolane ai laghi di Revine e al Cansiglio e fino alla sottostante pianura veneta.

50 chilometri veramente godibili e da rifare, magari con ulteriori varianti o allungando verso il passo san Boldo!

 

La italo-slovena BRDA – KRAS

Fine aprile, ore 6 stazione di Mestre, un bel gruppetto compatto di sei baldi pedalatori (Cris, Fran, MaxB, MaxF, Nik e And) parte col treno per Udine. Dopo la TLT – Trieste Lubiana Trieste, è in programma un’altra bella spedizione italo slovena. Lasceremo Udine per poi inoltrarci tra le verdissime colline slovene, passare per il Collio (Brda in sloveno) e il Carso (Kras) ed infine arrivare a Trieste. udddSi parte! Puntiamo diretti a Cividale e i primi trentachilometri sono sostanzialmente piatti, poi la musica cambia: come entriamo in Slovenia inizia un interminabile mangia e bevi di sali e scendi con due strappi più lunghi. Le salite le affrontiamo ovviamente ognuno col prorpio passo e quindi procediamo spesso un po’ sgranati per poi ricompattarci. Pedalare in Slovenia è sempre un piacere, sia per le caratteristiche tecniche dei percorsi che per la bellezza del territorio sempre molto verde e con strade secondarie a traffico zero che attraversano paesi gradevoli e ben curati !

TRACCIA GPS

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IMG-20180430-WA0067Come si può immaginare da lunghezza (180 km) e profilo altimetrico (2700 m di dislivello) è un itinerario per gambe e polmoni (e teste) discretamente allenate in quanto il continuo su e giù, pur in assenza di salite importanti, mette duramente alla prova. La giornata è trascorsa nel migliore dei modi e ci siamo concessi anche il lusso di una sosta pizza a metà strada e, ovviamente, una meritata birrona subito dopo l’arrivo a Trieste!

Un giro interessante e altamente consigliato!

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TLT Union – Trieste Lubiana Trieste

IMG-20180409-WA0025A fine marzo per condizioni meteo avverse salta a data da stabilirsi  la MAM300 – Mestre Agordo Mestre. Ci rifacciamo con questa TLT Union: una sgaloppata tra Italia e Slovenia col nobile scopo di berci una bella birrona in riva al fiume che attraversa Lubiana. 2Alle 5.50 di domenica 8 aprile partiamo da Mestre con formula treno+bici. Siamo io (Cristiano), Francesco e Massimo. Un po’ per godere della vista al primo mattino sul golfo di Trieste e un po’ per masochismo ciclistico, decidiamo di allungare di alcune decine di km il percorso pianificato partendo in bici da Monfalcone.

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IMG-20180416-WA0007Alle 7.30 siamo in sella. La primavera è arrivata: il pantalone corto ci sta bene, appena più pesante la maglia a maniche lunghe. A Sistiana sosta colazione e poi pedaliamo lungo l’Adriatico osservando il mare. Tutto fila liscio e il traffico è molto scarso, in discesa su Trieste arriviamo che son circa le 9. Due foto d’obbligo in piazza Unità d’Italia e al Molo Audace, con autoironia eletto a luogo ideale di partenza.

Iniziamo a risalire la città, passiamo l’imponente edificio dell’università e …crick crunck… il mio pedale destro si blocca : cuscinetti grippati e distrutti: impossibile una riparazione. Subito il timore è che procederanno in due, ma fortunatamente scopriamo di essere a due minuti da uno Sportler che ha appena aperto… discesa ripidissima fino al negozio, cambio pedali e si va!! Rifacciamo in senso contrario una viuzza con pendenza paurosa taglia gambe e fiato e ci ricolleghiamo alla strada principale. Salendo costantemente ci portiamo ai circa 400 metri di Basovizza, tristemente nota per la foiba. Due km ed entriamo in Slovenia! I prossimi 70 km sono un interminabile sali e scendi e zig zag tra boschi, radure e pochi paesotti.6 A Postumia, famosa per le grotte, prima delle tre soste cibo di giornata fatte on the road da fornai dai prodotti di ottima qualità e prezzo. All-focus Il sole è quasi estivo, si sta benissimo! Ripartiamo, ancora 10 km di sali e scendi sulla strada principale ma a Platina voltiamo a destra iniziando un lungo tratto di strade secondarie immerse nella bella e ondulata campagna slovena. Non ci sono in giro orribili cartelloni pubblicitari, centri commerciali o altre schifezze estetiche purtroppo tanto diffuse dalle nostre parti. Subito costeggiamo una verdissima piana carsica in cui le aque si accumulano durante le piogge creando dei laghi temporanei.  A 80 km da Trieste iniziamo l’anello sulla piana di Lubiana, svolta per Verd e attraversamento su pavè di Bista.  8

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Ancota tanto verde, passiamo un bizzarro campanile dalla scala a chiocciola esterna e poi un lungo rettilineo ci porta nel cuore della bella capitale slovena: Lubiana è finalmente raggiunta! Ben contenti facciamo due passi in centro e ci accomodiamo ad uno dei tanti tavoli sul lungofiume per l’alcolico biondo trofeo di giornata.

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Nel primo pomeriggio, soddisfatti lasciamo Lubiana e iniziamo a completare in senso antiorario l’anello in piano che ci riporta alla strada principale già fatta all’andata.  Ora ripetiamo in senso inverso l’interminabile mangia e bevi di salite e discese che, sebbene sempre pedalabili alla fin fine si fan sentire. I tempi un po’ si allungano ma la memoria si accorcia: ci diciamo più volte che la salita in corso è l’ultima ma più volte ci sbagliamo!

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Cala il sole, facciamo l’ultima salitella un paio di chilometri prima di rientrare in Italia e ormai avvolti dal buio planiamo veloci su Trieste. Alle 21 siamo in stazione e prima del treno per Mestre abbiamo anche il tempo per un meritato spuntino finale.  Bel giro! Slovenia altamente consigliata!

Cristiano

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Solstizio d’inverno … e quattro!

16.12.2017

Anche per il 2017 l’ora X è arrivata! Dopo qualche tentennamento meteopatico di stagione, iscritti e si va! Per la quarta volta di fila sarà Randonnée del Sostizio d’inverno, 200 km con consueta partenza serale da Arco. Quest’anno ci presentiamo in quattro: il sottoscritto, And-B, And-P e Mass-F. Arriviamo prestino e ne approfittiamo per farci una bella pizza in compagnia, bel prologo di riscaldamento, ci vuole! Fuori è ovviamente freddino, cosa normale per il periodo ma niente di tragico. Subito dopo l’adeguata vestizione multistrato, un’ultima occhiata ai mezzi e ritiriamo la carta gialla dall’innossidabile Fabio il deus et machina dell’evento.

Nella piazza l’atmosfera è di festa, circa duecento pedalatori scalpitano e poco a poco a piccoli gruppi se ne vanno nella notte. Il percorso è sostanzialmente lo stesso del 2016, unica variante prima di Salò per eliminare i tornanti panoramici ma insidiosi perchè sempre in ombra. Foto di gruppo e si parte, uiii… subito allegri: i tre compari pardi smanettano e mi scaldo rapidamente e anche troppo dato che quest’anno ho optato per quattro strati, uno in più dell’anno scorso. Puntiamo a nord, seguiamo la strada secondaria fino e al ponte romano di Ceniga passiamo il Sarca. Alla prima salita mi sfilo, passano i laghi di Cavedine e di Toblino, poi il quartetto si ricompone al controllo ai mercatini di Santa Massenza dopo aver costeggiato il lago. Primo timbro, un tea caldo e via! Si riparte velocemente per non raffreddarsi, incrociamo altri gruppetti, noi quatrro ci lasciamo e ritroviamo ma arriviamo assieme ad Arco per il secondo timbro e un dolcetto offerto. Le prime ore son le uniche in cui si incrociano un po’ di auto, da alcune ci incitano un po’ sorpresi ma da poche altre ci mandano al diavolo… Ora giù a Torbole e il lago di Garda! randAnche quest’anno siamo fortunati: cielo limpido e vista sulle luci della costa opposta, è la magia del Garda che si rinnova! Per un po di km procediamo assieme, poi per andare al mio ritmo e non forzare inutilmente mi sfilo e mi aggrego a chi capita o vado solitario, tanto conta arrivare alla fine divertendosi e il tempo impiegato non ha molta importanza. Faccio qualche chilometro con un simpatico gruppetto con bici gravel che poi lascio per seguire alcuni in bdc leggermente piu’ veloci che poi lascerò andare. Intanto la costa scorre e passano i paesi deserti con tutte le loro decorazioni per il Natale. E’ circa mezzanotte, la temperatura e’ relativamente buona visto orario e periodo dell’anno, in sella si sta bene, nessun problema dovuto al freddo specialmente sul lungolago. Arrivo al McDonal di Peschiera per il controllo e una brevissima sosta, ripartire da qui è sempre poco gradevole per la forte umidita’ e se ci si trattiene troppo al calduccio poi si soffre di piu’. A differenza dell’anno scorso non vedo brina, nel 2016 strade e campi imbiancati e percezione del freddo amplificata dall’umidità. All’interno tra la fauna di ciclistti ritrovo i tre compari che giunti un bel po prima di me scalpitano per ripartire e che quindi invito ad andare tranquilamente che poi ci si rivedrà ad Arco. Dopo una coca e due barrette di cereali vado. Mi aggrego quindi ad un gruppetto che poi perdo, ma con qualcuno costeggio il sud del lago. Il passaggio per Peschiera e Desenzano imbalsamate nel pieno della notte ha sempre il suo fascino, ma nella parte sud del lago quando ci si allontana dalla costa vi sono anche tratti meno gradevoli: quasi 20 km di strade buie, immerse nel nulla o talvolta in qualche anonima urbanizzazione. Ad un certo punto temo di aver saltato l’infocontrollo del km 146 da inserire nella carta gialla di viaggio, la distanza di un distributore da un certo incrocio, ma poi noto il cartello grazie alla presenza di alcuni altri dispersi in loco. Già a Desenzano mi ero accorto che la camera d’aria posteriore aveva perso un po’ di pressione, ora ad ogni piccola asperità dell’asfato sento il cerchio ma avevo tirato avanti; per fortuna il forellino deve essere proprio piccolo se riesco a fare qualche decina di km. Ma arrivato a Salò, davanti ad una vetrina ben illuminata sparo nella gomma un po di CO2, cambio le pile al faro e via! Ritrovo pure qualche altra anima in sella e in compagnia faccio buona parte del percorso mancante. Man mano che si sale a nord il vento aumenta e le gallerie sono un sollievo oltre ad essere spesso illuminate a giorno. Traffico di auto inesistente. IMG_20180129_210408.jpgVa tutto bene e col senno d poi devo dire che pur essendo ogni anno il percorso quasi uguale le diverse vicende e compagnie danno sempre sfumature diverse a questi 200 km. Ultimo controllo con volontari congelati ma sempre gentili, due biscotti e Riva del Garda è presto raggiunta. Ultimi chilometri e faccio ingresso ad Arco! Anche per il 2017 la toppa commemorativa è conquistata! Riprendo i miei fuggitivi e assieme facciamo ritorno…  Alla prossima!

Cristiano