Rando (informale) del Vajont

11.11.2017
La vicenda della diga del Vajont è nota a tutti, ai più giovani forse un po’ meno, ma opere teatrali, film, libri, fumetti, eventi sportivi e altro ancora fanno sì che non venga dimenticata. Noi, che siamo ciclisti, la tragedia del Vajont l’abbiamo ricordata così.
Mestre, viale San Marco. Qui si trova la casa dell’allora direttore della S.A.D.E. – Società Adriatica di Elettricità, responsabile della progettazione e realizzazione della diga e da qui idealmente parte il nostro giro.
1Alle 5:30 siamo sulla strada, una manciata di liberi pedalatori a sfidare il buio e la nebbia, che lasceranno presto posto ad una soleggiata giornata autunnale.
A Mogliano Veneto come da consuetudine ci si ritrova e dopo una stretta di mano e due parole si riparte. La strada è semplice: è quella di tante altre pedalate ma come si dice “la gara la fanno i ciclisti” e oggi questa striscia d’asfalto ha un significato diverso, sarà una sorta di pellegrinaggio, un atto di devozione. Dopo Conegliano affrontiamo le prime salite attraversando i colli del Prosecco, poi è la volta della più lunga ascesa a Sella Fadalto, ma anche questa viene superata di slancio.

Dal passo e dal lago di santa Croce ammiriamo la maestosa bellezza della montagna, delle Dolomiti con le vette più alte già innevate.

IMG_20171111_100514
Proseguiamo regolari sul lato assolato della valle del Piave fino a Longarone. Qui ci fermiamo e guardiamo la diga. Due parole sottovoce e altri pensieri in silenzio.
FB_IMG_1510588202699
Si riparte.
Attraversiamo il Piave e cominciamo la salita verso Erto. Ci sfilacciamo come è giusto che sia, ognuno al proprio passo, chi va piano e chi ancora più piano e chi fa l’elastico, poi al semaforo prima della galleria ci aspettiamo e alla fine del countdown ripartiamo insieme per fermarci di là del tunnel. Siamo arrivati, la diga, Erto e Casso, il monte Toc e la frana, i bambini e le bandierine… Chi non si è emozionato non un ciclista è. Silenzio.
Le splendide Dolomiti Friulane tolgono il respiro ammirate dalla strada che gira tutto attorno a ciò che resta del lago del Vajont e la stradina stessa è uno scrigno di paesaggi su canyon nascosti e torrenti che tagliano le rocce.
Passiamo la frazione San Martino, oggi 11 novembre, e approdiamo ad Erto per rifocillarci un po. Alla trattoria Stella abbiamo il simpatico incontro con Mauro Corona e dopo due chiacchere, qualche birra, del frico, patate e funghi torniamo in sella per il ritorno. 10
E’ novembre e il buio si fa presto vedere ma la nostra marcia è inarrestabile e i chilometri scorrono via veloci. A Mogliano arriviamo poco dopo le 18 e qui ci salutiamo dandoci appuntamento alla prossima pedalata.
11
Testo: Francesco. Foto by Massimo F (soprattutto) e altri
Annunci

Sile e basso Piave

TRACCIA GPS

Dopo svariate pedalate estive in bdc, giunge finalmente l’occasione di una bella uscita autunnale in coppia… Lasciati i bimbi coi nonni, propongo alla mia Anna di fare un giro lungo gli argini di Sile e basso Piave. Zone a me ben note ma che ripercorro sempre con piacere soprattutto se c’è da farle visitare ad altri.  Carichiamo le due Sile Piavemtb sull’auto per andare a Caposile. Qui ampio e frequentato parcheggio (e fontana) con sbarre che impediscono di entrare ai mezzi più alti di due metri e quindi anche alle auto con bici sul tetto.  Scriverò al sindaco di Musile di Piave: è una vera sciocchezza !! Con i nostri soliti ritmi rilassati siamo in sella che son già le 11! Io sulla mia solita Scapin 2001 perennemente impolverata, lei su bella e nuova Trek X Caliber 9 azzurra. Dal parcheggio di Caposile si va verso il vecchi ponte a bilancere ma immediatamente prima svolta a sinistra e imbocchiamo subito la ciclabile in terra battuta e ghiaia che scorre a ovest della Piave Vecchia verso nord. Questo tratto di fiume è un antico tratto di quel Piave che oggi scorre più ad est per effetto di una piena avvenuta diversi secoli fa. Siamo sempre a ridosso delle acque a volte costeggiando campi e altri momenti in un tunnel di boschetto. Ad un certo punto due ciclisti avanzano verso di a noi, ci incrociamo e dopo qualche metro ci accorgiamo di conoscerci: sono Andrea e Massimo, amici di pedale ed instancabili compagni di lunghe uscite ormai da diversi mesi, impegnati nel loro ennesimo giro ultra.

IMG-20171008-WA0000
Lungo la Piave Vecchia

Ci salutiamo, dopo pochi chilometri raggiungiamo la chiusa di Intestadura, dopo la trattoria Al Tajo recentemente nostra meta ma che oggi saltiamo,  Questa è una conca di navigazione tra Piave Vecchia e Piave. Da qui alla foce del Piave sono poco meno di 20 km, tutti lungo l’argine. Inizialemte il sentiero è ancora in un stato naturale ma successivamente, a differenza del marzo scorso, ultima mia pedalata in zona in occasione de La Piave Gravel,  vi è stato un evidente intervento di sbancamento con ruspe per formare una pista ghiaiosa più o meno compatta di circa due metri di larghezza. Sono state anche letteralmente abbattute delle di vigne che ora appaiono tristemente divelte al suolo. Questo intervento, forse, incentiverà il cicloturismo ma ha anche alterato la selvaticità del posto! Amen… procediamo… Si va sempre a lato del fiume sacro alla patria tra lievi zig zag e sali e scendi quasi impercettibili. Comunque sia, la sensazione è di piacere per essere immersi nella natura per il bel paesaggio fluviale. Inoltre, nonostante la splendida domenica di sole l’argine è semi deserto: si sta proprio bene!

IMG_20171008_123014
Sull’argine del Piave

IMG_20171008_131432Poco prima di Cortellazzo, nelle vicinanze del ponte di barche, si sale sulla strada, in pochi minuti d’asfalto e siamo sulla foce del Piave. Dopo una pausa caffè nei pressi della spiaggia ripartiamo lungo il canale Cavetta. Arriviamo a Jesolo paese dove, dopo alcune barrette di cereali precedentemente consumate, ci concediamo una pausa da Lovat, gelateria bike friendly con pompa e qualche attrezzo a disposizione. Siamo a una decina di chilometri dal punto di partenza. Un po’ di asfalto a scarso traffico e iniziamo la ciclabile del Sile, il nostro ennesimo passaggio ma sempre piacevole!  Dopo l’antica torre Caigo, si pedala sugli argini ghiaiosi, seguendo i sinuosi meandri del più lungo fiume di risorgiva d’Europa; intorno solo aree verdi, campi e qualche azienda agricola.

IMG_20171008_154255
Argine lagunare San Marco

Dopo un ultimo drittone lato laguna veneta facciamo ritorno a Caposile. Anche oggi un bel giro classico in terra veneziana, relativamente breve ma sempre meritevole! Ora carichiamo le bici sul tetto dell’auto, dopo averla portata fuori del parcheggio, e facciamo ritorno dai nostri bimbi !

Cristiano & Anna

 

 

L’altra MMM… Mestre-Misurina-Mestre

mmmago

Per canali non ufficiali vengo a conoscenza dell’esistenza di una randonnée con partenza da Mestre, arrivo a Misurina e ritorno; poco meno di 400 km… l’occasione è ghiotta! Mando due – tre messaggi e all’appello finale siamo un bel gruppo di amici e amici di amici: io,  Max, MaxBrevet, Nik, And & Mik. Si partirà in ben sei …e mezzo, ovvero mio fratello Kris che in questa occasione ci può accompagnare solo per i primi 25 km.

1

Arriviamo a Mogliano Veneto alle 17 in stile flecha ma da lì in avanti si va in gruppo, e che gruppo! Si parte allegri nonostante la calura di questo agosto. A Treviso, Kris attratto dalle sirene del Sile se ne torna a Mestre, via Cendon e Musestre. Noi proseguiamo su stradine minori verso il Piave che attraversiamo a Ponte della Priula e da qui iniziamo alcuni dolci saliscendi per attraversare le colline del Prosecco. Il caldo è ancora forte e numerose sono le soste alle varie fontanelle lungo la strada per riempire borracce vuote o per cambiarne l’acqua, ormai a temperatura per fare il thè! La leggenda dice che per un giorno all’anno la fontana di Rolle spilli vino e noi ci proviamo, ma quel giorno non è oggi. Ai piedi del passo San Boldo l’organizzazione informa che i partecipanti alla randonnée sono 7, ma uno  ha abbandonato a Treviso. Bei numeri! Avanti! Pedaliamo la salita ognuno con la propria andatura per poi ritrovarci in cima. Fa meno caldo, il sole sta tramontando e allo scollinamento, o poco più in là, ci aspetta il primo ristoro non organizzato, insomma il morale è alto!

2Dal passo perdiamo un po’ di quota per poi risalire a Valmorel, bellissima come sempre, con i magnifici e fiabeschi panorami sulle Dolomiti Bellunesi.  Fiabesco è pure il mistero dei cuochi scomparsi dalle trattorie della zona: noi, poveri illusi, contavamo potessero saziare la nostra fame ma quello che è appena andato, quello che non è mai arrivato e quello che non c’è! Boh?!

34

Passato un attimo di giustificato smarrimento puntiamo senza esitare verso Belluno, la capitale, lì nonostante l’ora tarda troveremo qualcosa di aperto. Per non rischiare ci fermiamo al primo posto aperto e mandiamo in avanscoperta Max, l’uomo di “una pasta ce la fa?” …a quest’ora solo pizza! Vada la pizza. Mik, il più atleta del gruppo, sceglie una doppia macedonia e due caffe doppi in tazza grande (i primi di una serie infinita), la pizza non la mangia, ritiene sia veleno. Parole come pietre per Max che pedalerà i successivi 100 km “assieme” alla sua bella Margherita.

Si riparte, inizia la notturna! La strada che seguiamo è la vecchia Alemagna, percorso di tanti altri giri ma oggi in gruppo, di notte e in corsa ufficiale è un’altra cosa ancora. Due chiacchere, qualche sbadiglio e si va che è un piacere. Non troviamo niente di aperto per ore, neppure un distributore automatico di caffé, ci sono solo quelli di sigarette, preservativi e schei ! A Domegge di Cadore veniamo accolti e applauditi dalle ultime avventrici del bar del paese, certamentemente ancora aperto alle 2 e 30 di notte perché informato del nostro passaggio. Quattro parole, due risate, tanti ginseng e cocacole, un gelato per MaxBrevet e un selfie finale a memoria dell’incontro…  Si torna in sella: Misurina non è lontana !

Passata Auronzo la strada sale in falsopiano fino alla Riserva di Somadida, poi è salita, salita vera verso il passo Tre Croci e Misurina. L’occhio non vede ma la gamba sente la durezza di alcuni punti in cui la pendenza raggiunge anche il 12-13%. Saliamo a coppie per non lasciare nessuno solo, chi va forte e chi va piano. Ci ritroviamo al bivio Misurina: l’ultimo chilometro si fa insieme, in carrozza!

5

Arriviamo che l’oscurità avvolge ancora il lago, le Tre Cime e tutte le altre, ma le stelle in cielo sono tante, tantissime, mai viste così tante e luminose. Il tempo di coprirsi, mangiare qualcosa e ripartiamo, prima che sonno e freddo ci stendano. Lungo la discesa per Carbonin e Cimabanche l’aurora inizia a svelare i profili delle rocce dolomitiche. Discesa da brividi per il cervo che, come da cartello stradale, ha cercato di farsi centrare da una delle prime auto in movimento, e da brividi anche per i piedi di And, nonostante i calzini di lana svedese doc! All’alba siamo a Cortina, e scopriamo che caffé e brioche alle 6 e mezza di mattina nella perla delle Dolomiti non è cosa semplice: la pasticceria chiccosa del centro non ristora all’alba ma, quando ormai le speranze erano poche, l’umile bar del distributore appena fuori del salotto buono ci accoglie a braccia aperte. Randagi siamo.

Qui facciamo il punto della situzione: Nik è cotto, vorrebbe salire in treno a Calalzo e sembra irremovibile. Gli altri tra un pisolino e una serie di caffé doppi son pronti a perseverare nell’avventura. La civiltà si risveglia e per fortuna il nostro senso di marcia è in senso opposto e per di più in discesa. Buone notizie anche da Nik, che siano le gambe, la testa o il cuore decide di prosguire: di essere uno dei finiscer!

6

Le montagne ormai sono alle nostre spalle, siamo lungo il lago di Santa Croce e da qui Sella Fadalto è una semplice formalità. I 5 °C di Misurina all’avvicinarsi della pianura salgono fino a 30. Alcune digressioni facoltative, leggi salite o salitelle, vengono accantonate senza tanti giri di parole: NO NO NO !!

Ci siamo, ormai è fatta: Spresiano, Treviso e infine Mogliano. Qui il gruppo si è unito il giorno prima e ora qui si scioglie: ognuno verso casa propria!

Francesco

Cansiglio mtb con variante

TRACCIA – Strada Taffarel, giro del del Cansiglio

TRACCIA – Da monte Pizzoc a malga Mezzomiglio

Sabato 22 luglio, vista la calura insopportabile della pianura approfitto per un giro in mtb sull’altipiano del Cansiglio. La ciliegina sulla torta di giornata e curiosa novità è l’aggiunta di una variante: la traversata da monte Pizzoc a malga Mezzomiglio. cansiglio Con temperatura umana parto dalla piana centrale sempre in sella alla mia vecia Scapin e raggiungo località Campon. Qui inizia la prima delle due brevi salite di giornata: alcuni km inizialmente asfaltati e poi di misto ghiaia e sassi ma sempre ben pedalabile. Salgo aglile col 22×28 o il 32. Dopo circa 3 km da Campon la strada forestale si biforca: a destra si va verso malga Mezzomiglio, prima di questa c’è anche un bel bivacco sempre aperto; io invece oggi continuo a sinistra sulla strada Taffarel. Da qui, circa 16 sinuosi km di dolci sali e scendi nella splendida faggeta che ogni volta che l’attraverso a piedi o pedalando sulla forestale è sempre un piacere per gli occhi e per lo spirito! Il percorso in un ambiente unico non è impegnativo e veramente divertente. Lungo l’ampia forestale dal buon fondo incrocio un unico gruppetto di ciclisti e pochi escursionisti a piedi. Dopo un’oretta arrivo ad incrociare la strada che sale al rifugio Vittorio Veneto e al monte Pizzoc, la seconda salitella di giornata. Nel tratto panoramico finale l’assenza d’ombra si fa sentire ma qualche nuvolone risolve. Passo il rifugio e la strada diventa una carrareccia, mi godo la vista delle Prelapi e di tutta la pedemontana. La sottostante valle del Meschio con l’autostrada A27 appare microscopica. Ora accendo il GPS poichè da qui in poi non conosco precisamente il percorso, anche se ho studiato un po’ la carta topografica escursionistica, sempre utile e interessante.

IMG_20170722_130828

In due minuti di discesa arrivo all’agriturismo Le Crode di cui ignoravo l’esistenza ma in cui, visto l’orario, mi fermo per un pranzetto al fresco. Al momento sono l’unico avventore e la coppia di gestori mi serve un buon piatto ruspante  e un po’ di rosso. Gli stessi mi informano che questa è una zona poco frequentata del Cansiglio e infatti da qui a malga Mezzomiglio non incontrerò nessuno. Inoltre mi indicano un sentiero più alto a ovest che tengo a mente per una futura uscita.

 

IMG_20170722_141813
Sul sentiero H3

Riparto seguendo la traccia GPS. Inizialmente vado per alcune centinaia di metri sulla carrareccia poi sul sentiero H3, sempre ben evidente al suolo e con i classici segnali biancorossi di tanto in tanto. Sono circa 7 km, tendenzialmente in discesa con qualche breve risalita, pedalabili nella parte iniziale e finale, molto meno, almeno per il sottoscritto, nel tratto centrale. Qui sono costretto ad un continuo sali e scendi dalla bici e portarla a mano visti i passaggi tra tronchi e pietre. Probabilmente chi è più abile sui percorsi tecnici camminerà meno. Conclusa la parte in faggeta si incontrano delle radure con erba alta, ma IMG_20170722_140645con traccia visibile e ancora pedalabile, contornate dal bosco di conifere. A poco più di un km da malga Mezzomiglio, con una svolta a sinistra abbandono l’ H3 e sbuco sui pascoli frequentati dagli animali delle vicine malghe. La vista sul verde circostante è a perdita d’occhio!

IMG_20170722_144654

Listener
Pascoli prima di malga Mezzomiglio

Attraverso un paio recinzioni per animali in filospinato, richiudendo bene i cancelletti, e risalita un’ultima collinetta arrivo alla malga. E’ primo pomeriggio e mi mancano pochi km in discesa nel fresco del bosco per tornare all’auto: soddisfatto per il bel giro mi piazzo in gran relax di fronte alle Dolomiti con una bella birrona in mano! Alla prossima!

Cristiano

Randonnée del Garda

FB_IMG_149496774015421 maggio. Per il secondo brevetto 200 km dell’anno, dopo Trieste, vado a ovest per la randonnée del Garda. Ho scelto questa perchè incuriosito dalla presenza nell’ultimo quarto delle colline moreniche, quindi di origine glaciale, che mai ho visto prima di persona, e per rivedere la valle dell’Adige e il Garda, sempre speciale! Il luogo di partena è villa Venier di Sommacampagna. Arrivo con minor anticipo del mio solito dato che il programma di giornata prevede di fare la rando con gli amici di Bressanone partendo alle 8.30; ma causa gggloro mancato risveglio saltano il giro: capita, sarà per la prossima! Alle 8 c’è già un buon numero di pedalatori in attesa di timbrare il via dal bel parco della villa. In fretta e furia mi preparo e vado! I primi 20 km li faccio con un alcuni ragazzi senza gps che aiuto un po’ ad orientarsi. Il vento fortissimo e contrario mette più in difficicoltà delle due salitelle iniziali a Pastrengo e Rivoli Veronese. Ad un certo punto i temporanei compagni alle mie spalle scompaiono svoltando probabilmente per fare il corto. No problem: in relax continuo in solitaria a parte qualche breve tratto. Inizio ora a risalire la valle dell’Adige in un continuo dolce sali e scendi che mi porterà alle porte di Nago. Percorro prima la strada provinciale e qualche tratto della ciclabile che da Avio, a circa km 50 dal via, diventa obbligatoria nonché altamente consigliabile.

TRACCIA GPS

IMG_20170521_091258

IMG_20170521_102040

Il percorso è immerso in un paesaggio sempre verdissimo e piacevole: si pedala in un’ampia vallata attraversando piccoli paesi e ettari di vigne di cui in certi tratti si possono toccare con mano i filari. Alle 11 arrivo a Mori per il primo controllo, nelle vicinanze del bicigril i volontari hanno montato un gazebo: un panino e una bibita ora ci stanno bene! Timbro e via!

NagoPassato il lago di Loppio, a Nago sosta foto obbligatoria sul piazzale con vista sull’alto lago di Garda. Molti i turisti di una certa età, ma non solo, con bici elettriche: …meglio così che in auto! Altra barretta di cereali, acqua e giù discesona fino al pavè del centro di Torbole. Il lungolago è raggiunto, ora sempre in solitaria mi faccio tutta la strada costiera godendomi per bene il lago e i monti che lo circondano. Nonostante sia una domenica di fine maggio il traffico d’auto e moto è scarso nella parte alta del lago ma va aumentando man mano che ci si avvicina alla parte bassa con più campeggi, spiagge e grandi parchi giochi. Solitario, vado con la memoria alle altre poche volte che l’ho fatto in bici: tre di notte e una con un interminabile acquazzone estivo. Oggi invece il sole è raggiante, la temperatura è estiva ma ancora non eccessiva e il vento aiuta un po’ la mia discesa a sud. Effettivamente, senza sforzo viaggio sempre sopra i 30, deve esserci per forza un po’ di vento a favore! Lo spirito è alto e le gambe girano bene: dopo qualche ora di sella giungo, o forse è solo una mia fantasia, a quella sorta di stato di “trans motoria” o più semplicemente benessere che fa si che una volta stabilizzato un ritmo ideale o giusta velocità di crociera non ti fermeresti più. Boh?

IMG_20170521_115637
Micro sosta a Malcesine

Costeggio per circa 50 km il Garda, incrociando tra i vari abitati Malcesine, Bardolino e Lazise. Da qui in poi il percorso si allontana dalla costa fino a raggiungere il fiume Mincio e i bastioni delle mura di Peschiera del Garda. Al km 134 secondo ed ultimo controllo e ristoro: panini, dolcetti e bibite assicureranno le energie fino a fine giro. Qui ritrovo un gruppetto con cui riparto ma abbandono dopo qualche chilometro per procedere al mio passo.

IMG_20170521_140545
Prime colline moreniche

Siamo partiti in Veneto, transitati in Trentino e nuovamente Veneto ed ora seguendo il Mincio, a Monzambano, sconfino nella lombarda provincia di Mantova. La strada è un ininterrotto, dolce ma alla lunga impegnativo, sali e scendi sulle colline moreniche che di rado superano i 150 metri slm, per far gamba è il terreno ideale. Il paesaggio è agricolo a perdita d’occhio: cereali e tante vigne. Qualche breve strappetto lo incontro a Castel Venzago e Cavriana.

IMG_20170521_150140

IMG_20170521_154627

Attraverso Solferino, ben nota per la famosa battaglia del 1859 tra austriaci e francesi, questi sostenuti dai piemontesi, per l’indipendeza dell’Italia da cui prese origine l’idea della Croce Rossa. Dopo tante salitelle sotto il forte sole del primo pomeriggio, ma ci sono anche tratti in bosco, rientro in Veneto e pedalo sul ponte visconteo di Valeggio sul Mincio dove mi fermo ad ammirare anche la vicina frazione di Borghetto, le faccio una foto ma poi non la ritroverò più. Ormai mancano una decina di km; ancora sulle colline dell’anfiteatro morenico del Garda passo Custoza, ottimo il vino locale, e percorro gli ultimi minuti in compagnia fino al timbro finale e al tavolo del molto gradito ristoro finale! …grazie!

IMG_20170521_170039
THE END

Oggi giornata solitaria ma gran bel giro!! Scoperti luoghi nuovi e rivisti di preziosi!

Cristiano

 

Lago di Corlo – Cima di Campo

1

2 maggio. Dopo la Kileguru gravel, un lungo giro di argini e sterrati pianeggianti, si va in montagna! A distanza di un anno io e mio fratello Francesco ritorniamo a Cima di Campo imbastendo però, ancora una volta, un giro diverso dai precedenti. Consueta partenza di buon mattino col treno fino a Bassano del Grappa e da qui destra Brenta fino alla passerella pedonale che porta a Cismon del Grappa.

1a

Poche pedalate e iniziamo a salire la strada un po’ scassata e parzialmente chiusa, ma col fascino delle vecchie strade di montagna, che passando per il villaggio di Incino ci porta al bel lago di Corlo.

2
Verso Incino
3
Lago di Corlo

Anche se ci siamo passati innumerevoli volte non manchiamo una prima e doverosa sosta foto. Qui è raccomandabile per una eventuale sosta pranzo fermarsi all’hotel Parigi! Non è l’ora giusta e quindi procediamo velocemente per Arsiè e puntiamo a Cima di Campo. Ci attende una salita pedalabile di 20 km su strada locale scarsamente trafficata e dai bei panorami.

3a
Arsiè
4
Col Perer

Giunti a località Col Perer il più dell’ascesa è compiuto e le visuali sui monti circostanti si fanno più ampie, in particolare sulle Vette Feltrine parzialmente innevate.

IMG-20170502-WA0003

IMG-20170502-WA0012
Cima di Campo
IMG-20170502-WA0013
Oggi no barrette!

Siamo noi, i boschi e le montagne! Le giornate infrasettimanaliIMG-20170502-WA0027 regalano strade deserte e tanto silenzio. Alcuni km di falsopiano e poca discesa dopo monte Celado; è ora di pranzo quindi sosta alla trattoria Al Cacciatore: gnocchi, cervo con crauti e birrazza!

 

IMG-20170502-WA0023
Castel Tesino

Di nuovo in sella a pancia piena, anche troppo, possiamo procedere verso Castel Tesino. Fortunatamente la salita clou di giornata è alle spalle e iniziamo la lunga discesa deserta e zigzagante per Roa. Presso Rugna deviamo per Lamon, paese famoso per i suoi fagioli, ma vediamo solo pochi fazzoletti coltivati.

IMG-20170502-WA0025
In piazza a Lamon

Siamo ormai quasi a fine giro: puntiamo a sud in direzione di Ponte Serra dove attraversiamo il torrente Cismon, imbocchiamo la vecchia strada che ci permette di evitare la pericolosa galleria della SR50 e di arrivare a Fonzaso. Dopo Arsiè, Fastro e i scaloni di Primolano tocca ora ad tratto della ciclabile della Valbrenta, sempre gradevole! Attraversiamo Valstagna e Bassano del Grappa è presto raggiunta!

z
Vecchia strada tra Ponte Serra e Fonzaso

Ennesimo bel giro in luoghi splendidi e a portata di mano! …ma altre varianti e deviazioni ci attendono!

Cristiano

Kileguru gravel

IMG_20170501_195002.jpg

IMG_20170501_194952.jpg1° maggio, festa dei lavoratori ma oggi anche dei pedalatori: partecipo con Andrea, Massimo, Pierarturo e altri 29 volenterosi alla gravel Kileguru, pedalata per un scopo. 180 kilometrazzi tra Noale, Mestre, San Donà di Piave e Treviso. Consci che il giro è lungo 180 km partiamo prestino e di buona lena ma senza esagerare ed infatti il giro ce lo godiamo proprio! Inizialmente sterrati e stradine secondarie fino a Mestre. Da qui, attraversato il bel parco di San Giuliano iniziano gli argini, in sequenza Osellino, Zero e Dese.

 

Kileguru

TRACCIA GPS

IMG_20170501_104211
Km 62, il Dese e lo Zero confluiscono prima di sfociare in laguna

Qualche sosta foto è obbligata e ci scappa anche una seconda colazione! L’argine del Sile è presto raggiunto e tra Portegrandi e Caposile percorriamo il nuovo tratto di ciclabile, un tavolo da biliardo più che gravel. Sistemazione che ci voleva dato che prima era un sentiero quasi impraticabile mentre oggi è molto frequentato da ogni tipo di due ruote a pedali.

IMG_20170501_114738
Gravellisti sorridenti sulla nuova ciclabile tra Portegrandi e Caposile
IMG_20170501_115220
km 75, ancora sulla ciclabile tra Sile e laguna veneta

Da Caposile a Musile di Piave altro bel tratto d’argine lungo la Piave Vecchia. Presso il fiume Sacro alla Patria siamo tentati da una sosta pranzo presso una trattoria con tavoli all’aperto dove altri compagni d’avventura si sono già accomodati; ma sono da poco passate le 12 e abbiamo in bocca ancora i dolci dell’ultima colazione fatta: tener a mente il posto per una prossima occasione! Siamo sempre in quattro, le gambe vanno e la compagnia è ottima: con Andrea e Massimo abbiamo già fatto qualche uscita assieme, con Pierarturo ci siamo conosciuti oggi. Ora tocca al Piave, argine in sinistra idrografica (sponda est) fino al ponte di barche di Fossalta: un bel sentiero ondulato senza difficoltà e con bei scorci fluviali.

IMG_20170501_131008
Km 96, ponte di barche sul Piave

Attraversato il fiume, per strade secondarie puntiamo a Ca Tron e Musestre, bella zona di campagna teatro di tante mie classiche uscite di due / tre ore in bdc. Qui i miei gommoni scolpiti da 2.35 non sono proprio l’ideale ma va bene così: mi piacciono e mi piace immaginare la mia vecia Scapin come un trattorino che non si ferma mai!

IMG_20170501_140706
km 115, via Principe

Al km 120, a Musestre, a due terzi giro iniziamo a risalire il sinuoso corso del Sile, sempre di grande fascino. A Casier arriviamo all’ora giusta per una sosta pranzo: tostoni farciti e birra per tutti! Fino ad ora il sole ci ha accompagnati ma col primo pomeriggio arrivano anche i primi nuvoloni: speremo ben!

IMG_20170501_155817
km 139, lungo il Sile quasi a Treviso

Siamo ormai alle porte di Treviso, raggiunti dal gruppetto fermatosi alla trattoria sul Piave continuamo tutti assieme aggirando il centro di Treviso e seguendo poi un altro tratto del Sile. Ahi! …le prime gocce!! Mancano circa due ore al rientro a Noale e ci prendiamo una bella lavata: pioggia non troppo intensa ma continua fino alla fine.

-145376233
km 180, arrivati a Noale!

Dopo una decina d’ore dal via siamo nuovamente a Noale, bagnati ma contenti! Altro bel giro e in ottima compagnia! Raccolti 400 € per l’associazione ASANTE di Bolzano impegnata nel villaggio di Kileguru in Kenia: dovrebbero riuscire a comprare tre mucche… 180 chilometri pedalati effettivamente per uno scopo!

Cristiano