Randonnée del Garda

FB_IMG_149496774015421 maggio. Per il secondo brevetto 200 km dell’anno, dopo Trieste, vado a ovest per la randonnée del Garda. Ho scelto questa perchè incuriosito dalla presenza nell’ultimo quarto delle colline moreniche, quindi di origine glaciale, che mai ho visto prima di persona, e per rivedere la valle dell’Adige e il Garda, sempre speciale! Il luogo di partena è villa Venier di Sommacampagna. Arrivo con minor anticipo del mio solito dato che il programma di giornata prevede di fare la rando con gli amici di Bressanone partendo alle 8.30; ma causa gggloro mancato risveglio saltano il giro: capita, sarà per la prossima! Alle 8 c’è già un buon numero di pedalatori in attesa di timbrare il via dal bel parco della villa. In fretta e furia mi preparo e vado! I primi 20 km li faccio con un alcuni ragazzi senza gps che aiuto un po’ ad orientarsi. Il vento fortissimo e contrario mette più in difficicoltà delle due salitelle iniziali a Pastrengo e Rivoli Veronese. Ad un certo punto i temporanei compagni alle mie spalle scompaiono svoltando probabilmente per fare il corto. No problem: in relax continuo in solitaria a parte qualche breve tratto. Inizio ora a risalire la valle dell’Adige in un continuo dolce sali e scendi che mi porterà alle porte di Nago. Percorro prima la strada provinciale e qualche tratto della ciclabile che da Avio, a circa km 50 dal via, diventa obbligatoria nonché altamente consigliabile.

TRACCIA GPS

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Il percorso è immerso in un paesaggio sempre verdissimo e piacevole: si pedala in un’ampia vallata attraversando piccoli paesi e ettari di vigne di cui in certi tratti si possono toccare con mano i filari. Alle 11 arrivo a Mori per il primo controllo, nelle vicinanze del bicigril i volontari hanno montato un gazebo: un panino e una bibita ora ci stanno bene! Timbro e via!

NagoPassato il lago di Loppio, a Nago sosta foto obbligatoria sul piazzale con vista sull’alto lago di Garda. Molti i turisti di una certa età, ma non solo, con bici elettriche: …meglio così che in auto! Altra barretta di cereali, acqua e giù discesona fino al pavè del centro di Torbole. Il lungolago è raggiunto, ora sempre in solitaria mi faccio tutta la strada costiera godendomi per bene il lago e i monti che lo circondano. Nonostante sia una domenica di fine maggio il traffico d’auto e moto è scarso nella parte alta del lago ma va aumentando man mano che ci si avvicina alla parte bassa con più campeggi, spiagge e grandi parchi giochi. Solitario, vado con la memoria alle altre poche volte che l’ho fatto in bici: tre di notte e una con un interminabile acquazzone estivo. Oggi invece il sole è raggiante, la temperatura è estiva ma ancora non eccessiva e il vento aiuta un po’ la mia discesa a sud. Effettivamente, senza sforzo viaggio sempre sopra i 30, deve esserci per forza un po’ di vento a favore! Lo spirito è alto e le gambe girano bene: dopo qualche ora di sella giungo, o forse è solo una mia fantasia, a quella sorta di stato di “trans motoria” o più semplicemente benessere che fa si che una volta stabilizzato un ritmo ideale o giusta velocità di crociera non ti fermeresti più. Boh?

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Micro sosta a Malcesine

Costeggio per circa 50 km il Garda, incrociando tra i vari abitati Malcesine, Bardolino e Lazise. Da qui in poi il percorso si allontana dalla costa fino a raggiungere il fiume Mincio e i bastioni delle mura di Peschiera del Garda. Al km 134 secondo ed ultimo controllo e ristoro: panini, dolcetti e bibite assicureranno le energie fino a fine giro. Qui ritrovo un gruppetto con cui riparto ma abbandono dopo qualche chilometro per procedere al mio passo.

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Prime colline moreniche

Siamo partiti in Veneto, transitati in Trentino e nuovamente Veneto ed ora seguendo il Mincio, a Monzambano, sconfino nella lombarda provincia di Mantova. La strada è un ininterrotto, dolce ma alla lunga impegnativo, sali e scendi sulle colline moreniche che di rado superano i 150 metri slm, per far gamba è il terreno ideale. Il paesaggio è agricolo a perdita d’occhio: cereali e tante vigne. Qualche breve strappetto lo incontro a Castel Venzago e Cavriana.

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Attraverso Solferino, ben nota per la famosa battaglia del 1859 tra austriaci e francesi, questi sostenuti dai piemontesi, per l’indipendeza dell’Italia da cui prese origine l’idea della Croce Rossa. Dopo tante salitelle sotto il forte sole del primo pomeriggio, ma ci sono anche tratti in bosco, rientro in Veneto e pedalo sul ponte visconteo di Valeggio sul Mincio dove mi fermo ad ammirare anche la vicina frazione di Borghetto, le faccio una foto ma poi non la ritroverò più. Ormai mancano una decina di km; ancora sulle colline dell’anfiteatro morenico del Garda passo Custoza, ottimo il vino locale, e percorro gli ultimi minuti in compagnia fino al timbro finale e al tavolo del molto gradito ristoro finale! …grazie!

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THE END

Oggi giornata solitaria ma gran bel giro!! Scoperti luoghi nuovi e rivisti di preziosi!

Cristiano

 

Lago di Corlo – Cima di Campo

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2 maggio. Dopo la Kileguru gravel, un lungo giro di argini e sterrati pianeggianti, si va in montagna! A distanza di un anno io e mio fratello Francesco ritorniamo a Cima di Campo imbastendo però, ancora una volta, un giro diverso dai precedenti. Consueta partenza di buon mattino col treno fino a Bassano del Grappa e da qui destra Brenta fino alla passerella pedonale che porta a Cismon del Grappa.

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Poche pedalate e iniziamo a salire la strada un po’ scassata e parzialmente chiusa, ma col fascino delle vecchie strade di montagna, che passando per il villaggio di Incino ci porta al bel lago di Corlo.

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Verso Incino
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Lago di Corlo

Anche se ci siamo passati innumerevoli volte non manchiamo una prima e doverosa sosta foto. Qui è raccomandabile per una eventuale sosta pranzo fermarsi all’hotel Parigi! Non è l’ora giusta e quindi procediamo velocemente per Arsiè e puntiamo a Cima di Campo. Ci attende una salita pedalabile di 20 km su strada locale scarsamente trafficata e dai bei panorami.

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Arsiè
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Col Perer

Giunti a località Col Perer il più dell’ascesa è compiuto e le visuali sui monti circostanti si fanno più ampie, in particolare sulle Vette Feltrine parzialmente innevate.

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Cima di Campo
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Oggi no barrette!

Siamo noi, i boschi e le montagne! Le giornate infrasettimanaliIMG-20170502-WA0027 regalano strade deserte e tanto silenzio. Alcuni km di falsopiano e poca discesa dopo monte Celado; è ora di pranzo quindi sosta alla trattoria Al Cacciatore: gnocchi, cervo con crauti e birrazza!

 

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Castel Tesino

Di nuovo in sella a pancia piena, anche troppo, possiamo procedere verso Castel Tesino. Fortunatamente la salita clou di giornata è alle spalle e iniziamo la lunga discesa deserta e zigzagante per Roa. Presso Rugna deviamo per Lamon, paese famoso per i suoi fagioli, ma vediamo solo pochi fazzoletti coltivati.

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In piazza a Lamon

Siamo ormai quasi a fine giro: puntiamo a sud in direzione di Ponte Serra dove attraversiamo il torrente Cismon, imbocchiamo la vecchia strada che ci permette di evitare la pericolosa galleria della SR50 e di arrivare a Fonzaso. Dopo Arsiè, Fastro e i scaloni di Primolano tocca ora ad tratto della ciclabile della Valbrenta, sempre gradevole! Attraversiamo Valstagna e Bassano del Grappa è presto raggiunta!

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Vecchia strada tra Ponte Serra e Fonzaso

Ennesimo bel giro in luoghi splendidi e a portata di mano! …ma altre varianti e deviazioni ci attendono!

Cristiano

Kileguru gravel

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IMG_20170501_194952.jpg1° maggio, festa dei lavoratori ma oggi anche dei pedalatori: partecipo con Andrea, Massimo, Pierarturo e altri 29 volenterosi alla gravel Kileguru, pedalata per un scopo. 180 kilometrazzi tra Noale, Mestre, San Donà di Piave e Treviso. Consci che il giro è lungo 180 km partiamo prestino e di buona lena ma senza esagerare ed infatti il giro ce lo godiamo proprio! Inizialmente sterrati e stradine secondarie fino a Mestre. Da qui, attraversato il bel parco di San Giuliano iniziano gli argini, in sequenza Osellino, Zero e Dese.

 

Kileguru

TRACCIA GPS

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Km 62, il Dese e lo Zero confluiscono prima di sfociare in laguna

Qualche sosta foto è obbligata e ci scappa anche una seconda colazione! L’argine del Sile è presto raggiunto e tra Portegrandi e Caposile percorriamo il nuovo tratto di ciclabile, un tavolo da biliardo più che gravel. Sistemazione che ci voleva dato che prima era un sentiero quasi impraticabile mentre oggi è molto frequentato da ogni tipo di due ruote a pedali.

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Gravellisti sorridenti sulla nuova ciclabile tra Portegrandi e Caposile
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km 75, ancora sulla ciclabile tra Sile e laguna veneta

Da Caposile a Musile di Piave altro bel tratto d’argine lungo la Piave Vecchia. Presso il fiume Sacro alla Patria siamo tentati da una sosta pranzo presso una trattoria con tavoli all’aperto dove altri compagni d’avventura si sono già accomodati; ma sono da poco passate le 12 e abbiamo in bocca ancora i dolci dell’ultima colazione fatta: tener a mente il posto per una prossima occasione! Siamo sempre in quattro, le gambe vanno e la compagnia è ottima: con Andrea e Massimo abbiamo già fatto qualche uscita assieme, con Pierarturo ci siamo conosciuti oggi. Ora tocca al Piave, argine in sinistra idrografica (sponda est) fino al ponte di barche di Fossalta: un bel sentiero ondulato senza difficoltà e con bei scorci fluviali.

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Km 96, ponte di barche sul Piave

Attraversato il fiume, per strade secondarie puntiamo a Ca Tron e Musestre, bella zona di campagna teatro di tante mie classiche uscite di due / tre ore in bdc. Qui i miei gommoni scolpiti da 2.35 non sono proprio l’ideale ma va bene così: mi piacciono e mi piace immaginare la mia vecia Scapin come un trattorino che non si ferma mai!

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km 115, via Principe

Al km 120, a Musestre, a due terzi giro iniziamo a risalire il sinuoso corso del Sile, sempre di grande fascino. A Casier arriviamo all’ora giusta per una sosta pranzo: tostoni farciti e birra per tutti! Fino ad ora il sole ci ha accompagnati ma col primo pomeriggio arrivano anche i primi nuvoloni: speremo ben!

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km 139, lungo il Sile quasi a Treviso

Siamo ormai alle porte di Treviso, raggiunti dal gruppetto fermatosi alla trattoria sul Piave continuamo tutti assieme aggirando il centro di Treviso e seguendo poi un altro tratto del Sile. Ahi! …le prime gocce!! Mancano circa due ore al rientro a Noale e ci prendiamo una bella lavata: pioggia non troppo intensa ma continua fino alla fine.

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km 180, arrivati a Noale!

Dopo una decina d’ore dal via siamo nuovamente a Noale, bagnati ma contenti! Altro bel giro e in ottima compagnia! Raccolti 400 € per l’associazione ASANTE di Bolzano impegnata nel villaggio di Kileguru in Kenia: dovrebbero riuscire a comprare tre mucche… 180 chilometri pedalati effettivamente per uno scopo!

Cristiano

 

Randonnée tosco romagnola – DIY

Tardo pomeriggio di domenica 23 aprile, si va a Bologna per una lunga pedalata o un piccolo viaggio, io (Francesco) e Andrea del Pedale Veneziano.

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Pochi chilometri fuori dal capoluogo e siamo nel Parco dei gessi bolognesi, l’ambiente è verdissimo e la luce è quella magica del tramonto.

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Il Passo della Raticosa è poco più di un’ombra nella notte, ma al passo del Giogo le prime deboli luci dell’alba lasciano intravvedere un paesaggio dolce e armonioso.

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Una sosta ad un punto panoramico ci regala una splendida vista dai contorni rinascimentali. Una targa ricorda che qui passava la Linea Gotica.

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Dopo la nebbia del Mugello il sole splende e ci scalda, a scaldarci ci sono anche le salite al valico Croce dei Mori e al passo della Calla, nostra Cima Coppi. Qui una piadina non ce la toglie nessuno!

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Lunga discesa controvento verso la pianura sulla strada del prossimo Giro 100, sarà la “Tappa Bartali”.

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Le ultime fatiche ma anche le ultime gioie di questo gran bel giro ce le prendiamo nei duri saliscendi per le strade dimenticate tra Castrocaro e Brisighella.

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Poi è via Emilia…  Alla prossima!

Francesco

Randonnée della Giulia

Per il primo brevetto annuale da 200 km trasferta a Muggia! Si tratta di un ritorno dopo l’edizione 2015, con percorso diverso ma altrettanto interessante. Domenica 9 aprile, partenza prima dell’alba da Mestre con Massimo e Andrea del Pedale Veneziano. Alle 7 siamo già alla base logistica presso il centro commerciale Montedoro. Qui consegna delega e ritiro carta di viaggio, numero da applicare alla bici, buoni caffè e felpa della manifestazione. Conclusi i preparativi, poco dopo le 8 partiamo come un folto gregge multicolore agevolati da alcune motostaffette a presidiare incroci e svolte.

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Si parteee… Massimo, Andrea e Cristiano

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Il sole è già alto e la giornata si prospetta splendita, smanicato e manicotti saranno utili solo nei primi chilometri, finalmente si viaggia con tenuta estiva. Raggiungiamo velocemente la costa e attraversiamo Muggia, bella e piena di barche ormeggiate. Tocca poi alla prima breve salitella di giornata che, associata alla consueta partenza sprint, mi fa un po’ penare dato che la gamba è ancora fredda. Al km 20 il mare è alle spalle e inizia la prima ascesa di un certo impegno che sconfinando in Slovenia ci porta al castello di San Servolo, circa 8 km al 4 % con qualche impennata qua e là fino al 14. Ne faccio qualche tratto assieme a una ragazza in bici a scattofisso: complmenti a lei!

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Castello di San Servolo

Nel piazzale prima sosta foto: oltre al castello c’è una bella visuale della costa. Poi via giù verso l’attacco della seconda salita che in un continuo denti di sega di 14 km al 4 % medio ci riporta in Italia. Lasciata da un pezzo la costa pedaliamo sempre tra prati ondulati, macchie di boscaglia, case sparse o piccoli paesi; insediamenti produttivi, cartelli pubblicitari o brutture simili, a parte una cava ben mimetizzata, sono assenti! Mi sono un po’ attardato ma a Cosina, dove c’è un primo controllo con caffè, ritrovo i miei due compagni nero-verdi.

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In Slovenia

Rientrati in Italia, al km 50 rasentiamo il sito della tristemente famosa foiba di Basovizza. Sempre tendenzialmente in discesa torniamo verso il mare. In un bar di Sistiana c’è il secondo controllo col ristoro affollato di pedalatori affamati: caffè panini e banane non mancano! Dopo 3 orette di bici ci si riposa un po’ facendo anche quattro parole. Rincontro in miei due compagni e anche la tipa in fissa. Lei ha concluso il suo giro mentre noi tre procederemo fino alla fine assieme.

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Ristoro e controllo a Sistiana

Qualche dentello nei pressi del lago di Doberdò, visto in altre occasioni ma oggi nascosto dalla boscaglia, e attraversamento del fiume Isonzo. Iniziamo ora a salire dolcemente prima di iniziare i 4 km della salita di San Martino. Siamo nuovamente in Slovenia, il Collio diventa Brda, le vigne ancora abbondano ma non mancano degli appezzamenti ad ulivo. Altra breve salita circa al km 120 e poi controllo alla rocca di Gorizia con strappetto finale su pavè. Anche qui ristoro e qualche minuto di riposo. Tutto fila liscio, il meteo e la compagnia ottimi! Il continuo mangia e bevi mette alla prova ma le salite prese singolarmente non sono mai cattive. Noi tre ripartiamo già con l’idea di rifermarci per una birrona! Abbiamo ora una ventina di km lievemente ondulati su una strada di maggior importanza dove troviamo anche un po’ di traffico del primo pomeriggio a cui non siamo più abituati: nell’entroterra giuliano e sloveno in generale resistono paesaggi e ritmi d’altri tempi. Procediamo in fila indiana, saremo forse una decina a far elastico. Vedendo all’orizzonte le colline boscose che dobbiamo superare per tornare sulla costa decidiamo di rimandare la sosta a dopo l’ultima salita di un certo impegno presso Branik / Refembergo.

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Branik…
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…fine salita

Giunti a Comeno / Komen ci fiondiamo in un bel bar con veranda a tracannare la desiderata birra, io opto per una radler! Pochi km e siamo di nuovo in Italia; giunti a Prosecco discesona con tornanti stretti per Barcola e la costa è nostra!

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Quasi a Trieste
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Sul lungomare

Pedaliamo sul lungomare di Trieste, trafficato ma di grande fascino con l’imponente piazza Unità d’Italia che scorre alla nostra sinistra. Costeggiamo tutta l’area portuale e industriale e con un ultima salitella attraversiamo la città che in pochi minuti lasciamo alle nostre spalle. Alle 18 in punto arriviamo al punto di partenza, tutto sommato abbastanza freschi, o per meglio dire avvolti da quel mix positivo di stanchezza e soddisfazione che si prova alla conclusione di un giro di un certo impegno in cui tutto è andato nel migliore dei modi: percorso interessante in gran bei luoghi, ottima organizzazione e affiatamento coi compagni! Cosa volere di più??!

Cristiano

 

MMM gravel 2017

Nell’immaginare il mio scarno e mutevole calendario ciclistico annuale avevo pensato che una pedalata quasi in contemporanea col mio compleanno ci stava bene. In realtà, dando scarsa importanza a questa ricorrenza, era una scusa come un’altra per farmi un bel regalo: un signor giro in bici, un giro con la g, anzi con la m maiuscola, anzi tre…la MMM ! Brevetto ARI Audax fuoristrada by ASD VagoTorno. 150 km tra Colli Euganei, Berici e le prime colline veronesi.

TRACCIA GPS

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Domenica 26 marzo, partenza in auto da Mestre con gli amici del Pedale Veneziano. Poco prima delle otto siamo al chiosco allestito a Baone per ritirare la carta verde da timbrare nei punti di controllo. Come al solito, e certamente non sono il solo a farlo, nei giorni precedenti l’evento, come un marinaio o un contadino, seguo l’evoluzione delle previsioni meteo:  pare pioverà solo da metà pomeriggio.

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Incrociamo le dita e partiamo in gruppetto con un buon sole che fortunatamente ci accompagnerà per gran parte del percorso; prima salitella a meno di un km dal via ma è solo un piccolissimo assaggio! Siamo lungo il margine sud del Parco dei Colli Euganei, primo sterrato sull’argine del canale Bisatto ed Este è presto raggiunta.

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Colli Euganei

Il ritmo è allegro, un po’ troppo per fare qualche foto, ma recupererò poi. Puntiamo ad ovest, seguendo l’argine del canale Frassine tra campi e poche case sparse, i km scorrono e i Colli Euganei sono già alle nostre spalle, saranno ancora lì ad accoglierci per il gran finale. Sugli argini carrabili con la classica striscia d’erba al centro ci spostiamo a destra o sinistra in cerca del fondo più scorrevole e di un po’ di scia, chi è dietro si becca qualche sassolino sollevato dalle gomme tassellate ma anche questo fa parte del gioco. Entriamo a Montagnana per Porta Vicenza e le grandiose mura mi convincono ad una prima sosta foto.

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Lasciando Montagnana

Col susseguirsi di alcuni drittoni tra i campi, grazie al breve argine del Fratta e a vari zigzag il ritmo del gruppetto si uniforma, siamo sempre in cinque ma strada facendo ci uniamo o ci lasciano con altri pedalatori, in giro zero stress e non manca il tempo per qualche parola. Rimaniamo costantemente immersi nella bella campagna profonda veneta e, inconfondibili, si sentono anche gli odori di recenti concimazioni; alla fin fine non sono nemmeno troppo sgradevoli se confrontati con lo smog cittadino e i suoi effetti.

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Nei pressi dell’aviosuperficie di Montagnana

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Quache strada secondaria e attraversiamo il bel centro storico di Cologna Veneta, famosa per la produzione di mandorlato. Non vi ero mai stato ma il piccolo centro pare meritevole di una futura visita più attenta. Poco dopo, alla conclusione di un lungo chilometro fangoso tra i campi, arriviamo al primo controllo: 48 km sono andati!

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Primo controllo…

Come pecorelle alla tosatura attraversiamo un manufatto idraulico per il primo timbro, segue il ristoro. E che ristoro! Oltre a bibite e dolcetti ci viene data una borsa a tracolla da rifornimento marchiata MMM con panini, banana e sali! Non manca al tavolo il caffè bollente! Impossibile non fermarsi qualche minuto, guardarsi intorno e scambiare qualche parola più che soddisfatti.

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…ristoro

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Qui c’è anche il bivio tra percorso corto e lungo. Per l’itinerario da 150 proseguiamo verso nordovest, con il vento in faccia che non ci dà tregua. Se in piano la mia mtb Scapin con ruote da 26 e gomme da 2,25 non è l’ideale sul terreno che ci aspetta l’apprezzerò di più… Percorso un breve argine ci troviamo sui colli Berici, una delle parti più belle e divertenti del giro: 15 km  fatti di sali scendi e strappetti sui sentieri multicolore per il mix d’argilla rossa e roccia bianca calcarea. Il 22×32 in alcune occasioni si rende molto utile per salire in agilità senza impiantarsi. In un continuo cambiare di direzione attraversando vigne e campi si arriva nuovamente in pianura in località Sarego.

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Terra rossa sui Colli Berici
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Tra le vigne dei Colli Berici

Dopo altri sterrati tra i campi e al passaggio a nord dell’autostrada, si cominciano a vedere le colline veronesi. C’è qualche nuvola all’orizzonte ma niente di più, temperatora ideale. A Monteforte d’Alpone iniziama la nostra Via Crucis, circa due km belli tosti in parte cementati con le classiche stazioni. Raggiunto il picco brevissima sosta paesaggistica e via giù a Soave dove ci attende il secondo controllo (km 82).

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Inizio Via Crucis per Soave

Giunti in pieno centro storico, nell’impeto della discesa i miei quattro compagni d’avventura tirano brevemente dritto superando la cantina Coffele, originale ed accogliente sede del controllo. Io, leggermente attardato, grazie all’avviso di un altro pedalante la supero solo di pochi metri, la traccia gps è perfetta e porta fin dentro al cortile. Passati alcuni minuti gli amici ricompaiono e parcheggiamo le bici tra botti e bottiglie. Oltre alla timbratura ci vengono offerti buon (!) vino e pane e salame, l’orario è quello giusto: sono le 13. Rifocillati nello spirito e nel corpo, con oltre metà giro è alle spalle, usciamo dalla cinta muraria attraversando porta Verona. Finalmente il vento è a favore. Percorriamo qualche km sull’argine del torrente Alpone, mi piazzo pure un po’ in testa al gruppetto e dopo varie stradine secondarie tocchiamo località Zimella. Notiamo un gruppetto di pedalatori seduti ai tavolini di un bar all’ombra degli alberi, non resistiamo: pausa caffè! Nello scoperto del bar parrocchiale anche una decina di cavalieri con relativi quadrupedi legati uno a fianco dell’altro in stile far west. L’atmosfera è di totale relax!

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Verso il controllo del km 107

Rabbocco borracce e si riparte, direzione est: i Colli Euganei ci attendono! A parte un po’ di sterrato in prossimità del terzo controllo (km 107) abbiamo un lungo tratto asfaltato. Presto si forma un folto gruppetto e con un susseguirsi di tira e molla ben oltre i 30 l’ora arriviamo ai piedi dei colli in località Zovon, qui inboccata via Rovarolla, con spettacolare vista delle vigne circostanti, aggiriamo in salita il monte delle Forche. Al km 130 il primo strappo euganeo è fatto, dopo alcuni km il secondo: brevi con terreno misto ma belli impegnativi considerando anche il chilometraggio alle spalle.

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Sui Colli Euganei

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Sul monte Fasolo, ultimo controllo

Tocca ora a monte Fasolo, sede dell’ultimo controllo: circa 4 km di salita di cui gli ultimi su bella stradina solitaria nella boscaglia. Sono le 16,30 e il meteo appare in peggioramento: cielo grigio che non promette bene! Ultimo timbro, veloce ristoro, due parole coi volontari e via!

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Discesona inizialmente su strada bianca poi asfaltata. Qualcha goccia aggiunge verve alle pedalate finali! Ormai è fatta! A 5 km dalla fine ultimo dentino e ultimo sterrato. Poco dopo le 17, Baone è pronta ad accoglierci nuovamente!

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Timbro finale, brevetto in tasca e merenda finale prima dell’acquazzone delle 18! Complimenti, come non potrei farli (!), alll’organizzatore e allo staff della ASD VagoTorno per il bel percorso, e non solo. Giro vario ed interessante da più punti di vista: ciclistico, paesaggistico, storico/naturalistico etc etc. Bravi a tutti i volontari che ci hanno viziato e a coloro che nel lungo o nel corto han fatto la scelta azzeccata di esserci! Alla prossima!

Cristiano

La Piave gravel 2017

L’idea di un appassionato locale, il lavoro di tracciatura e di generosa gestione dell’evento e la la prima edizione de La Piave gravel vede la luce per la gioia di centinaia di pedalatori vogliosi di strade bianche e bei paesaggi. Un esempio perfetto di ciclismo/cicloturismo dal basso! Partenza 7-8.30 di domenica 12 marzo dal parco fluviale di San Donà di Piave. Per il mio esordio annuale a una manifestazione ciclistica arrivo con largo anticipo e preparo con calma la fida vecia Scapin.  Ci sono appena 6 gradi ma per oggi un bel sole è assicurato: archiviato l’abbigliamento invernale, scelta azzeccata.

TRACCIA GPS

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Dopo le 7 il piazzale si affolla e pochi minuti dopo parto in compagnia, ma non riesco ad intercettare il gruppo FB Nordest mtb/gravel: sarà per la prossima…

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Vado! Primo attraversamento del fiume Sacro alla Patria e da Musile costeggiamo la Piave Vecchia, l’alveo originale del Piave, fino a Caposile. Il tratto di ciclabile lo percorro per la prima volta, anche se è nei pressi di una zona che frequento, e si rivela gradevole e anche un po’ pittoresco quando rasenta delle barche tradizionali lagunari lì ormeggiate. Sono tentato di fermarmi per una foto ma è troppo presto; nel frattempo mi sfilo dal gruppetto che va un po spedito: quest’anno non ho ancora un gran fondo e preferisco non forzare inutilmente. A Caposile la Piave Vecchia e il Sile si uniscono per poi sfociare nell’Adriatico tra Jesolo e Cavallino. Una volta attraversato il ponte di barche e dopo alcuni km di nuova ciclabile parallela alla luguna veneta seguiamo il Sile fino a Jesolo paese.

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Lungo il Sile, torre del Caigo

Argini del Sile fatti e rifatti in bici ma sempre belli! Qualche zig zag e raggiungo il Piave. Oggi il nome del fiume è di genere maschile su idea di D’Annunzio per celebrare la sua potenza maschia nella difesa dell’Italia durante la prima guerra mondiale. Costeggio per qualche chilometro il fiume su una carrareccia tra campi e arbusti, fino al ponte di Cortellazzo che porta in sinistra Piave a soli due km dalla foce. Qui brevissima sosta foto. Alla spicciolata arrivano singoli e gruppetti. L’impressione è che tutti procedano rilassati chiacchierando e godendosi il percorso. Anche il sottoscritto, sempre tra i 20 e 25 all’ora a seconda del fondo e del vento, procede appagato dai paesaggi e dall’andare fuori strada.

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Foce (quasi) del Piave
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Lungo il canale Revedoli

In fila indiana risaliamo brevemente il nostro fiume per poi passare, dopo un cavalcavia, sull’argine del canale Revedoli e sfiorare letteralmente la foce. Dopo 40 km siamo a lambire la Laguna del Mort, che fino al 1935 era l’ultimo tratto del Piave poi abbandonato a seguito di una piena. Il tempo di guardarsi un po’ intorno e siamo ad attraversare la pineta su sentiero dalle numerose deviazioni, zigzagante e divertente; la traccia fornitaci è perfetta e col mio nuovo Etrex 20x è come seguire un binario! Raggiunta la spiaggia di Eraclea micrososta alimentare (barrette di cereali) e via ancora pineta e bella strada bianca fino a riprendere il canale Revedoli il cui argine sterrato con vista sterminata sulla campagna circostante ci porta nei pressi di località Brian.

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Argine presso località Brian

Attraversata Porto Santa Margherita con un gruppetto giungo a Caorle e alla chiesa della Madonna dell’Angelo posta sui murazzi, che rappresenta idealmente, almeno per me, il giro di boa. Breve sosta foto e alimentazione e attraversamento del bel centro storico affollato di visitatori domenicali.

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Pescherecci a Caorle
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Santuario Madonna dell’Angelo, Caorle
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Casoni lungo canale Nicesolo

Presa direzione Porto di Falconera costeggio prima la spiaggia di Caorle e dopo l’argine del canale Nicesolo con i suoi bei casoni, le  antiche abitazioni lagunari di pescatori e cacciatori. Successivamente imbocco la strada bianca che segue il canale Saetta. Alcuni occasionali compagni di strada singlespeed commentano a viva voce la bellezza dei casoni e di questi stradoni ghiaiosi posti tra acque e verde! E non posso che concordare! Altrettanto entusiasmo provoca la strada bianca tra due file di platani dopo l’interessante Ca’ Corniani; passando questa corte per un momento provo ad immaginarla come doveva essere animata dalle famiglie patriarcali che qui vivevano in un passato non lontanissimo.

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Lungo il canale Livenza Morta, prima dell’aviosuperficie di Caorle

Al km 80 siamo all’aviosuperficie di Caorle, c’è una leggera brezza che aiuta un po’ e dopo una manciata di km asfaltati su strade locali e qualche sterrato arrivo a Torre di Fine e nuovamente sulla sinistra Piave. 3/4 del giro sono andati, mi sento benissimo, le gambe vanno e anche l’occhio ha avuto le sue belle soddisfazioni! L’argine è inizialmente asfaltato, a traffico limitato, ma da Eraclea a San Donà, ora in destra fiume, si fa sentiero ad alcuni metri dal fiume. La traccia molto evidente scorre con andamento ondulato e zigzagante un po’ nella boscaglia e in parte a lato di coltivazioni: davvero piacevole e divertente! Sono circa le 13 e dopo un’ultima micrososta presso una vigna mi godo gli ultimi chilometri pedalando a ritmo allegro.

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Quasi arrivati, lungo La Piave !

Alle 13.30 faccio ritorno con qualche momentaneo compagno d’avventura al punto di partenza. Decine e decine di partecipanti sono già seduti ai tavolini di un camion-bar a godersi il sole, una birra fresca e il post pedalata. Mi unirò a loro per paninazzo e birra dopo aver salutato, ringraziato e fatto i meritati complimenti agli ideatori/organizzatori MDV & TF.

E’ stata una spettacolare giornata di bici e l’occasione per scoprire nuovi luoghi di notevole bellezza! …arrivederci alla prossima edizione !!

Cristiano